Delrio apre a Di Maio, poi fa dietrofront

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Nicola Zingaretti, segretario del Pd posta su Facebook: “Per noi la prima cosa da fare in Italia è aumentare i salari delle persone perché le famiglie non ce la fanno più. Salvini e Di Maio hanno la stragrande maggioranza dei parlamentari, ma la loro incapacità di attuare provvedimenti concreti per lo sviluppo del Paese è impressionante. Ora è tempo di voltare pagina, di creare lavoro giusto. Per amore dell’Italia”.

Così  il segretario nazionale dem stoppa la proposta del capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio che aveva aperto al possibile dialogo con il leader 5s Luigi Di Maio sul salario minimo e il conflitto di interessi.

Già qualche minuto prima Maria Elena Boschi aveva twittato la sua disapprovazione e quella dell’ala reanziana del partito.

Lo stesso Delrio fa dietrofront. “Se c’è qualcuno che deve chiedere scusa dei propri errori e dei danni causati al Paese questo è Di Maio con il suo alleato Salvini di cui si vergogna. Il governo ha messo in ginocchio l’Italia e non ha una strategia per rimediare. Noi tifiamo per l’Italia e vogliamo che i problemi si risolvano. Per questo abbiamo sempre dialogato in Parlamento. Ma con un governo che continua sulla strada della incompetenza e dell’arroganza la strada è chiusa”. Così il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, risponde al vicepremier M5S. In un’intervista a un quotidiano stamani l’ex ministro dem aveva detto sì al dialogo parlamentare sul salario minimo e sul conflitto d’interessi.

L’apertura del capogruppo dem in una intervista. “Siamo pronti a discutere sul salario minimo e sul conflitto d’interessi”. Lo ha detto il capogruppo del Pd Graziano Delrio in una intervista a La Stampa nella quale ha spiegato quali sono i provvedimenti proposti dai pentastellati che si sentirebbe di appoggiare.

Graziano Delrio si è poi soffermato sulla polemica legata alle province visto che l’ultima riforma che puntava alla loro cancellazione porta il suo nome: “Sulle province si vede che Salvini ha bisogno di qualche poltrona in più e la sua è solo una manovra elettorale, fanno bene i 5 Stelle a dire no all’elezione diretta”. E il Pd è pronto a discutere con i grillini di “salario minimo e conflitto di interessi”.

E ancora:”Le 76 province a statuto ordinario hanno una loro regolamentazione, sono rette da assemblee di sindaci e la manutenzione di strade e scuole sono le funzioni fondamentali. E i sindaci che le governano sono pienamente autorevoli, non è che l’elezione diretta dia più autorevolezza ad un’istituzione. Altrimenti vorrebbe dire che il presidente della Repubblica non lo è e che le province non lo erano prima del ’93”.

E sulla riduzione del numero dei parlamentari: “Noi siamo favorevoli al taglio dei parlamentari, anzi per noi bisognerebbe avere una sola Camera, a differenza di quanto vogliono fare loro. La loro riforma è un pasticcio, che produrrà uno scollamento tra i territori e i parlamentari eletti in collegi molto più grandi di ora. E poi non si capisce a cosa serva un Senato di 200 persone e perché bisogna fare avanti e indietro due volte con la stessa legge tra una Camera e l`altra. Noi vorremmo tenere una sola Camera con 500 deputati, cioè meno di quanto prevede la loro proposta, trovando il modo di rappresentare gli enti locali. Sul principio siamo d’accordo, sul come applicarlo no”.

Infine sul salario minimo: “Sul salario minimo siamo d`accordo, lo abbiamo proposto per primi: certo andrebbe discusso come realizzarlo. Per noi va fatto in accordo con i sindacati – sottolinea -. Sul taglio degli stipendi diciamo che serve loro per recuperare qualche punto nei sondaggi: se accettassero di discuterne seriamente si potrebbe trovare un’intesa. Anche sul conflitto d’interessi siamo d’accordo, ma deve riguardare tutti, anche la trasparenza di piattaforme informatiche e la manipolazione dei dati”.



C'è 1 Commento

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  1. G.Gamberini

    Perfino Zingaretti(il che e’ tutto dire!)ha dichiarato oggi che non e’ possibile alcun accordo con i grullini e Del Rio se ne esce con una disponibilita’ al dialogo con queste nullita’ politiche! Si mettano d’accordo una buona volta all’interno del PD sulle future eventuali alleanze quando finalmente i grullini si vedranno costretti a staccare il loro fondoschiena dagli scranni del governo! La ricerca di un fronte riformista,europeista e liberal,o il compromesso al ribasso col peggiore populismo ambiguamente mascherato da “bravi ragazzi un po’ ingenui”?


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