Giovedì 26 marzo il consiglio di amministrazione del Centro di Solidarietà di Reggio Emilia (CeIS) ha eletto Daniele Marchi come nuovo presidente: 46 anni, sposato e con due figlie, fino a oggi era responsabile del personale del CeIS; in passato è stato assessore del Comune di Reggio Emilia e direttore generale della cooperativa L’Ovile.
L’elezione segna un passaggio significativo per l’organizzazione, attiva in città da oltre quarant’anni. Dal 1982 il CeIS opera soprattutto nell’ambito delle tossicodipendenze, ma nel tempo i servizi si sono ampliati e oggi comprendono: accoglienza di ragazzi e ragazze minorenni, servizi di assistenza a domicilio per persone non autosufficienti, sportello per assistenti familiari, centro di accoglienza straordinaria per persone richiedenti protezione internazionale, casa di riposo e scuola dell’infanzia San Pellegrino.
Marchi succede a don Giuseppe Dossetti, che ha guidato il CeIS fin dalla sua fondazione e che nelle scorse settimane ha rassegnato le dimissioni dopo 43 anni di presidenza. A lui il consiglio di amministrazione ha rivolto “un profondo ringraziamento per la solidità e la visione con cui ha guidato l’attività del Centro in tutti questi anni”.
Il nuovo consiglio di amministrazione del CeIS risulta ora composto da Roberta Campagnoni, Antonio Lanzoni, Elena Malvezzi, Gianluca Ruggerini, Umberto Vitrani e Ramona Viziteu.
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È un profondo ringraziamento e un caloroso augurio di buon lavoro quello che Confcooperative Terre d’Emilia rivolge a don Dossetti e a Daniele Marchi all’indomani dell’avvicendamento alla presidenza del CeIS di Reggio: “Don Dossetti – sottolinea la centrale cooperativa – è stato e continua a essere l’alta espressione di quello spirito di carità che anima la Chiesa e lo ha portato a spendere tutta la vita al servizio dei più fragili e, contemporaneamente, a cambiare radicalmente l’approccio alle povertà legate alle dipendenze e ad altri fattori di sofferenza”.
La dimensione dell’accoglienza, per Confcooperative, “è stata l’origine di un principio di cura che non si è mai limitata al fattore specifico di sofferenza, ma si è fatta sostegno integrale alla persona, soccorso nelle difficoltà e costruzione di prospettive di futuro per ciascuno”.
Proprio da questo principio nel 1982 è nato il CeIS, promosso dalle famiglie del Centro cittadino antidroga in accordo con il Comune di Reggio e il vescovo del tempo, monsignor Gilberto Baroni. Nei successivi decenni, poi, come detto, il Centro di Solidarietà reggiano ha ampliato le attività di accoglienza e sostegno a minori, anziani e migranti, per i quali l’impegno di don Dossetti e di altri sacerdoti reggiani si è espresso per molti anni anche nella cooperativa Dimora d’Abramo.
In tutti questi ambiti, osserva la centrale cooperativa, don Dossetti “è stato guida sicura per volontari e dipendenti del CeIS (divenuto recentemente cooperativa sociale) e punto di riferimento per tante realtà impegnate nel sociale. A lui la gratitudine più profonda per la straordinaria testimonianza di carità che ha saputo trasmettere e che lo anima e per le opere che ha ispirato; al neo-presidente Marchi, di cui è ben noto il grande e lungo impegno nella cooperazione sociale e il valore che ha saputo esprimere nella pubblica amministrazione, i più calorosi auguri di buon lavoro alla guida di una realtà che da quasi cinquant’anni è espressione di una solidarietà che si fa accoglienza e accompagnamento”.







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