È un piano da 1,2 miliardi di euro complessivi quello delineato dalla Regione Emilia-Romagna per realizzare e completare 111 opere considerate strategiche per il territorio regionale, con l’obiettivo di migliorare la gestione della risorsa idrica e permettere alle varie province di affrontare meglio le sfide imposte dal cambiamento climatico – come hanno dimostrato i tanti eventi meteorologici estremi e sempre più frequenti che negli ultimi anni si sono intensificati e hanno flagellato in particolar modo il territorio emiliano-romagnolo.
Gli otto Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna, insieme al Canale Emiliano Romagnolo (Cer), stanno realizzando una serie di interventi – che saranno ultimati entro la fine del 2026 – per la messa in sicurezza del territorio, la salvaguardia ambientale e la regolazione delle acque.
Le opere strategiche sono appunto 111, alle quali si aggiungono quelle previste dalle ordinanze commissariali, e sono finanziate attraverso fondi Pnrr, Psr, Fsc-Psc, nazionali e regionali. Gli interventi interessano sia infrastrutture di nuova realizzazione che l’ammodernamento di impianti già esistenti: i lavori riguardano impianti di sollevamento per la difesa idraulica, di stoccaggio e distribuzione dell’acqua, interventi sugli argini, casse di laminazione e iniziative finalizzate al risparmio della risorsa idrica.
Particolare attenzione è riservata all’efficientamento della rete di irrigazione, con la realizzazione di invasi permanenti e il loro collegamento alla rete di distribuzione, agli interventi per la riduzione delle perdite e alla rigenerazione idraulica, con il recupero della capacità di portata dei principali canali consortili e l’adeguamento meccanico degli impianti; senza dimenticare il controllo delle strutture attraverso strumenti di monitoraggio, anche da remoto, e il loro adeguamento alle norme di sicurezza sul lavoro.
“L’acqua è un bene primario che dobbiamo tutelare e utilizzare con criterio e rispetto”, ha sottolineato il presidente della Regione Michele de Pascale: “È una risorsa per le comunità e per il nostro sistema produttivo, in particolare per l’agroalimentare. I cambiamenti climatici in atto ci chiedono ora uno sforzo strategico maggiore per canalizzare questa risorsa senza compromettere la sicurezza del territorio e della popolazione che lo abita. Occorre un’accelerazione nelle azioni di mitigazione e adattamento, e in questo contesto i Consorzi di bonifica rappresentano un pilastro fondamentale. Grazie alla collaborazione tra istituzioni, imprese e il sistema consortile, le infrastrutture che stiamo realizzando risultano essenziali per garantire l’accesso all’acqua, la messa in sicurezza del territorio, una maggiore protezione dalle emergenze climatiche e dalle crisi idriche. È un buon passo avanti, ma non è la soluzione definitiva. Resta ancora tanto da fare e il nostro impegno sarà massimo per dare un futuro più sereno anche alle cittadine e ai cittadini di domani”.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno