Per entrare a pieno nel mondo di Margaret Bourke-White e approfondire i molteplici aspetti della storia che la sua fotografia racconta, la Fondazione Palazzo Magnani di Reggio ha organizzato un ciclo di incontri pubblici – in programma da novembre a febbraio – con alcuni tra i più autorevoli specialisti del cosiddetto “Secolo americano”: un’occasione per esplorare i caratteri storici, culturali, ideologici, economici e sociologici che hanno segnato il Novecento e che ancora oggi influenzano profondamente la cultura e la società contemporanea.
Il primo incontro, dal titolo “Archeologia del fototesto”, è in programma venerdì 7 novembre alle ore 18 a Palazzo Da Mosto, a Reggio, e vedrà come protagonisti Michele Cometa, professore di Storia della cultura e Cultura visuale all’Università di Palermo (interverrà da remoto), e Monica Poggi, curatrice della mostra “Margaret Bourke-White. L’opera 1930-1960”, allestita nelle splendide sale affrescate dei chiostri reggiani di San Pietro.
Tra gli anni Venti e Trenta del Novecento la fotografia incontra l’editoria, avviando una fruttuosa alleanza: è soprattutto ai “saggi fotografici” che si trovano all’interno delle riviste illustrate tedesche, francesi e inglesi che Henri Luce, editore dell’iconica rivista Life, guarda per immaginare negli Stati Uniti un modo nuovo di fare informazione. Attraverso i reportage di Bourke-White e dei suoi colleghi, Life diventa il primo grande esempio di comunicazione di massa del Novecento.
Non a caso, contemporaneamente si sviluppa anche il settore dei libri fotografici, tra i quali “You Have Seen Their Faces” (1937) di Erskine Caldwell e Margaret Bourke-White, da sempre considerato uno degli archetipi della fototestualità. La pubblicazione nasce durante la grande stagione dell’indagine fototestuale, maturata grazie a iniziative private o di agenzie federali finalizzate alla documentazione della “depressione” economica e culturale del sud degli Stati Uniti. Sono anni in cui escono i grandi capolavori di Dorothea Lange e Paul Taylor, di Julia Peterkin e Doris Ulmann, di Walker Evans e Wright Morris. La conversazione verterà sul ruolo del fototesto nella carriera di Bourke-White e sulle caratteristiche formali che fanno di Life e di libri come “You Have Seen Their Faces” una pietra miliare del rapporto tra immagine e parole.







Ultimi commenti
No mi dispiace Reggio è pure Matildica e tutto lo fa ancora sentire... persino la famiglia materna di Loris Malaguzzi lo dimostra. Nobiltà di mente
Ricordiamo anche che Mercoledì 29 aprile il controverso Crime and Policing Bill (disegno di legge sulla criminalità e l’ordine pubblico) ha ricevuto il Royal Assent […]
se la Principessa del Galles ha piacere di salutarmi sa dove trovarmi.....
Hantavirus... solo il nome fa tremare... mi sa che questa volta per il greenpass ci vogliono i soldati in strada, ma tanti.
Il Primo Tricolore non fu il vessillo della Repubblica Cispadana, che cacciò (temporaneamente) i Duchi di Modena nel lontano 1797? Con l'appoggio della Repubblica Francese […]