Dal 25 ottobre nelle sale affrescate dei chiostri di San Pietro di Reggio arriva la mostra “Margaret Bourke-White. L’opera 1930-1960”, a cura di Monica Poggi, realizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio in collaborazione con Camera – Centro italiano per la fotografia: un percorso affascinante che attraverso oltre 120 fotografie ripercorre il lavoro, la vita e l’esperienza umana della fotografa statunitense (New York, 14 giugno 1904 – Stamford, 27 agosto 1971), testimone instancabile del Novecento e pioniera capace di superare barriere e confini di genere.
La mostra spazia dalla copertina del primo numero della leggendaria rivista Life (1936) agli iconici ritratti a Stalin e a Gandhi, passando dai reportage sull’industria americana ai servizi realizzati durante la Seconda guerra mondiale in Unione Sovietica, nord Africa, Italia e Germania – dove documentò, tra le altre cose, l’entrata delle truppe statunitensi a Berlino e gli orrori dei campi di concentramento nazisti.

Margaret Bourke-White, Mohandas Karamchand Gandhi mentre legge vicino a un arcolaio nella sua casa di Pune. Maharashtra, India, 1946. Margaret Bourke-White/The LIFE Picture Collection/Shutterstock
Costretta ad abbandonare la fotografia a causa del morbo di Parkinson, dal 1957 Bourke-White iniziò a dedicarsi alla sua autobiografia, “Portrait of Myself”, pubblicata nel 1963. Morirà nel 1971 a causa delle complicazioni della malattia.
Suddivisa in sei sezioni tematiche, l’esposizione reggiana ripercorre, oltre alle tappe salienti della carriera della fotografa, anche la sua profonda umanità e l’incredibile forza del suo carattere. Donna libera e anticonformista, Bourke-White seppe imporsi in un mondo dominato dagli uomini, diventando negli anni Trenta del Novecento una delle figure femminili più celebri d’America: con uno sguardo capace di passare dall’imponenza industriale alla vulnerabilità dell’essere umano, fu in grado di coniugare sensibilità artistica e coraggio civile, lasciando un segno profondo nella storia della fotografia del secolo scorso.
La mostra “Margaret Bourke-White. L’opera 1930-1960” è aperta fino all’8 febbraio 2026 ai chiostri di San Pietro di Reggio (via Emilia San Pietro 44c) il giovedì e il venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, il sabato e la domenica con orario continuato dalle 10 alle 19.

Margaret Bourke-White. L’opera 1930-1960 | Reggio Emilia, Chiostri di San Pietro | 25 ottobre 2025 – 8 febbraio 2026 @outThere Collective
La Fondazione Palazzo Magnani ha previsto, anche per questa mostra, una serie di strumenti pensati per garantire la più ampia accessibilità possibile. Tra questi: riproduzioni tattili delle opere con racconto audio delle stesse; traduzione di alcuni contenuti in Caa (Comunicazione aumentativa alternativa), redatte in collaborazione con Strade/Consorzio Oscar Romero nell’ambito del progetto Reggio Emilia Città Senza Barriere; una guida a cura de “Gli Indomiti”, progetto editoriale creato da Il Giardino del Baobab Aps, oltre a percorsi rivolti agli operatori dei servizi alla persona e alle persone fragili.
Per i più piccoli, invece, sono previsti laboratori e visite a loro dedicati, didascalie ad hoc e una mappa della mostra utile alla fruizione del percorso in autonomia, attività educational per scuole, famiglie e gruppi di visitatori.
Per entrare a pieno nel mondo di Margaret Bourke-White e approfondire i molteplici aspetti della storia che la sua fotografia racconta, la Fondazione Palazzo Magnani ha organizzato inoltre un ciclo di incontri pubblici – in programma da novembre a febbraio – con alcuni tra i più autorevoli specialisti del cosiddetto “Secolo americano”: sarà l’occasione per esplorare i caratteri storici, culturali, ideologici, economici e sociologici che hanno segnato il Novecento e che ancora oggi influenzano profondamente la cultura e la società contemporanea.







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