Donini: Emilia a breve torna in zona bianca

Raffaele Donini aula ER mascherina

“La curva è al ribasso sia sul fronte dei contagi sia sul fronte dei ricoveri (più lenta è in questa fase la decrescita collegata ai decessi) e stiamo tornando verso la zona bianca”.

In commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Ottavia Soncini, si è tenuta l’informativa dell’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, sulla situazione del Covid in regione, compresa la campagna vaccinale.

L’assessore ha spiegato che le procedure di inizio e fino isolamento sono state semplificate, rilevando che “già oltre 30mila cittadini hanno usufruito dell’autotesting”. Ha anche riferito che la variante Omicron è ormai predominante, “tanto che ha occupato la quasi totalità della circolazione virale in un tempo brevissimo e l’incidenza rispetto alla positività resta più alta tra i bambini dai sei ai dieci anni d’età”.

Rispetto alla campagna vaccinale, ha poi parlato di “risultato eccellente in Emilia-Romagna”. Siamo tra quelli, ha aggiunto, “che stanno vaccinando di più, anche rispetto alla terza dose (già più di 2,5 milioni di emiliano-romagnoli con il booster)”.

Donini ha poi riferito, sempre sul tema Covid (in particolare su quarantena e isolamento), che si sta lavorando “per arrivare a poche regole e chiare”. Un percorso di semplificazione, ha aggiunto “che comunque è già in atto”.

L’assessore ha poi affrontato il tema dei tamponi agli operatori sanitari, rispetto alla polemica tra assessorato e dirigenza: “Meglio fare una riunione in più per arrivare a una condivisione che un’imposizione, di una scelta non concertata; preferisco il confronto all’elemento distruttivo di una comunicazione d’imperio; l’atteggiamento a cui abbiamo assistito è stato, a mio giudizio, incompatibile con la funzione di direzione generale, di grande isterismo e di grande conflittualità”. Donini ha quindi riferito che l’atto dirigenziale è stato sospeso: “Non vogliamo rinunciare allo screening degli operatori sanitari”. Inoltre, ha aggiunto, “la dirigente Petropulacos le dimissioni le aveva già offerte l’autunno scorso, in relazione alle difficoltà di bilancio collegate ai costi Covid”. “L’intenzione- ha quindi concluso- è di ripristinare un clima di fiducia che coinvolga tutti gli attori in campo”.

Il dibattito

“Avevo chiesto che in commissione ci fosse una discussione tra assessore e dirigente, così che i consiglieri potessero porre domande ai due”, ha sottolineato Matteo Rancan, della Lega. In apertura di seduta il consigliere leghista aveva detto – rispetto alla richiesta dell’assessore di rinviare la delibera sulla programmazione 2022 – che “sui giornali abbiamo letto che la direttrice Petropulacos sarebbe stata umiliata dall’assessore, qualcosa non va: o c’è una gestione poco seria dell’assessorato o c’è uno scollamento tra la struttura politica e quella tecnica. Questi problemi possono ribaltarsi sulla sanità regionale e sui cittadini”. “E Bonaccini che dice? Tace?”, ha concluso il capogruppo leghista.

Ha esordito con ironia il capogruppo di Fratelli d’Italia, Marco Lisei, affermando “Houston we have a problem… ma qui c’è più di un problema rispetto all’Apollo 13. Lo scontro assume connotazioni personali e paradossali. Dalla Regione i cittadini si aspettano risposte, non di vedere assessore e direttrice generale della Sanità che si prendono per i capelli. La politica ha altre responsabilità. Lo spettacolo non è bello per i cittadini, i quali aspettano risposte su prestazioni sanitarie arretrate, sul caos green pass, sulla difficoltà di visitare i parenti nei centri per anziani, sulla mancanza di notizie rispetto al nuovo vaccino…”. “Mi sarei aspettato di sentire parlare di futuro, di cosa si farà nei prossimi mesi. Stiamo rincorrendo la pandemia, tappando buchi, ma manca una programmazione. I problemi sono tanti, dallo sforzo finanziario, non coperto da risorse nazionali, all’applicazione disomogenea di isolamento e quarantena nelle scuole”, ha concluso il consigliere.

Secondo Giancarlo Tagliaferri (Fdi) “da due giorni leggiamo dichiarazioni sulla stampa della dirigente Petropulacos. Oggi lei dice di avere avviato le pratiche per il pensionamento a causa di eventi, che coinvolgono l’assessorato, che richiedono una presa di distanza. Chiedo oggi stesso la convocazione della dirigente in commissione Politiche per la salute e in commissione Bilancio (come commissione di controllo)”.

Per Valentina Castaldini (Forza Italia) “questa è la politica che guarda dal buco della serratura, serve più rispetto per le istituzioni, siamo di fronte a una telenovela che a noi non interessa”. Vorrei invece sapere dall’assessore, ha rimarcato, “in che direzione stiamo andando, come verrà riorganizzato il sistema e qual è la reale situazione del bilancio; vorrei poi capire come verranno investiti i fondi comunitari riservati alla sanità”.

“Credo che oggi si sia oltrepassato il limite, stiamo assistendo a una sorta di resa dei conti”, ha evidenziato Silvia Piccinini (Cinquestelle). “Al centro- ha aggiunto- deve esserci la salute dei cittadini, dobbiamo riprendere a parlare dei problemi dei cittadini in sanità senza utilizzare le istituzioni per rese dei conti come questa”.

Per Daniele Marchetti (Lega) “è importane riorganizzare il sistema sanitario e ragionare sui servizi sospesi, affrontando in primis il problema delle liste d’attesa, senza tralasciare il problema degli 800 milioni di debito in sanità”. “Non si dice nulla su quello che si vuole fare, servono risposte ai cittadini. Per questo, chiediamo una seduta assembleare straordinaria”, ha concluso il consigliere.

Igor Taruffi (Emilia-Romagna Coraggiosa) ha scandito che “il dato che dovrebbe preoccuparci è la situazione di tenuta economico e finanziaria delle aziende sanitarie e le risorse da impiegare. La pandemia non è archiviata, dovremo farci i conti per i prossimi mesi. Dobbiamo richiamare Draghi alle proprie responsabilità”. Il capogruppo di ERC ha poi sottolineato che “occorre capire come saranno indirizzate le risorse del Pnrr, centinaia di milioni di euro, sulla base delle proposte delle aziende sanitarie. La politica deve dare risposte, non i tecnici. Chiedo all’amministrazione e all’assessore di risolvere rapidamente il conflitto, irresponsabilmente finito sui giornali. Lo spettacolo dato da qualcuno sui giornali non ha a che fare con la storia dell’Emilia-Romagna”.

Per Fabio Bergamini (Lega) “la gestione della tanto decantata sanità regionale è meno solida di quanto si vuole fare credere. Mesi fa ci avevano detto che tutto il personale sanitario avrebbe avuto un bonus, ma in realtà i soldi non sono arrivati a tutti. E poi la carenza di personale. In aggiunta sono arrivati il problema del blocco delle assunzioni e i tagli ai servizi territoriali, con prestazioni rinviate e servizi sospesi”. Il consigliere ha concluso citando lo scontro Donini-Petropulacos sul blocco dello screening per medici e infermieri: “Vogliamo chiarezza e trasparenza, non devono essere i cittadini a pagare”.

Anche Silvia Zamboni (Europa Verde) ritiene che “il tema da risolvere è rappresentato dalle scarse risorse che arrivano dal governo nazionale. Le spese straordinarie non possono ricadere sul bilancio regionale. Se il governo ha aumentato le spese della difesa di 800 milioni non si capisce perché non siano garantite più risorse per le spese straordinarie delle Regioni, fra le quali l’Emilia-Romagna è una delle più virtuose”. La capogruppo di EV ha poi detto di non “condividere la posizione di Petropulacos di sospendere lo screening per il personale medico, perché così si mette a rischio la struttura sanitaria. E dico no al blocco del turn over”.

Per Marcella Zappaterra (Partito democratico), sullo stesso tema, “non deve essere la rassegna stampa a dettare l’agenda delle nostre discussioni e il lavoro fatto in questi due anni di Covid non può essere messo in discussione per una polemica; i risultati si sono visti e dobbiamo continuare a lavorare come fatto fino a ora”. Ha poi chiesto che “venga immediatamente superata la frattura tra assessorato e dirigenza. Dobbiamo accelerare, non ci possiamo permettere distrazioni, in particolare in questa fase in cui la pandemia ancora resiste”.

Marco Mastacchi (Rete civica) ha parlato di “situazione complessa”. “Paradossale- ha sottolineato- che tutto questo si apprenda dalla stampa”. Ha poi risollecitato, sul tema Covid, la questione sistemi di sanificazione, a partire dalle scuole. Ha anche richiesto particolare attenzione rispetto alla sanità territoriale, iniziando dal tema dei servizi nelle aree disagiate. “La sanità regionale è valida, ma c’è comunque tanto da fare”, ha concluso.

“Non siamo contenti di come la Regione Emilia-Romagna sta gestendo questa fase, così come del lavoro del governo nazionale”, ha sottolineato Michele Barcaiuolo (Fdi). Sullo scontro Donini-Petropulacos ha ribadito che “la questione non può essere risolta a tarallucci e vino, la vicenda va al di là dello screening ai sanitari, serve rispetto per le istituzioni, c’è qualcosa d’altro sotto, oggi dobbiamo sentire anche cosa ha da dire la dirigente”. Il sistema, ha concluso, “sta implodendo”.

Michele Facci (Lega) ha ripreso l’affermazione della consigliera Zappaterra quando ha detto che “non ci facciamo dettare la linea dai giornali”. “Ma i giornali riportano i fatti e sono letti dai cittadini. Noi, cioè la politica, dobbiamo dare le risposte. Il rinvio della programmazione (la delibera sulle linee 2022 per le aziende sanitarie) è un problema. È giusto dare una risposta immediata allo scenario che si sta delineando e che rende preoccupante la gestione futura della sanità regionale. Occorre, però, dare anche conto della gestione realizzata fino ad ora”, ha rimarcato il consigliere.

Al termine della seduta la commissione ha respinto la richiesta pervenuta da più parti di sentire, sulla vicenda, anche la dirigente Petropulacos. Manuela Rontini (Pd), a nome della maggioranza, ha espresso contrarietà alla richiesta.



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