Un fronte istituzionale unito e compatto e una strategia legale condivisa per difendere in maniera decisa il sistema provinciale dei protocolli antimafia, “strumento di legalità utile ed indispensabile per contrastare il pericolo di infiltrazioni malavitose nel nostro tessuto economico ed in particolar modo in quello edilizio”.
E’ quanto ha deciso questa mattina il Coordinamento dei sindaci reggiani, guidato dal presidente della Provincia Giorgio Zanni, riunitosi in via straordinaria per coordinare le azioni istituzionali in risposta al ricorso al Tar presentato dalla ditta Manfreda contro la Prefettura, per l’esclusione dalla white list, ma anche contro Provincia, Regione, Ministero dell’Interno e tutti i 42 Comuni reggiani che hanno costruito, sottoscritto e applicato i protocolli antimafia.
“Al netto del legittimo ricorso al Tar contro l’interdittiva emessa dalla Prefettura, siamo fortemente preoccupati e non possiamo accettare l’altro obbiettivo a cui evidentemente mira tale ricorso: azzerare il sistema di controllo dei protocolli antimafia costruito da tutte le Istituzioni di questa provincia negli ultimi sette anni” sostengono i sindaci, ricordando come “questi strumenti siano nati anche come concreta risposta all’inchiesta AEmilia, di concerto tra tutte le istituzioni coordinate dalla Prefettura, con l’intento di contrastare sempre più i pericoli di infiltrazione della criminalità organizzata nei cantieri pubblici come in quelli privati”.
Un impegno iniziato nel 2015, che è stato progressivamente affinato e potenziato con l’addendum del 2021, disegnando un sistema di controlli che ha dimostrato in questi anni di saper restituire importanti risultati anche grazie alla costituzione di un apposito Ufficio associato per la legalità – continuano i sindaci – Un sistema di controllo utile ed efficace che pensiamo dovrebbe, semmai, essere ampliato nel tempo anche ad ulteriori settori, pure a rischio di infiltrazioni”.
Da qui la decisione unanime di sindaci e Provincia di fare fronte comune anche nella strategia di opposizione al ricorso, che sarà coordinato tramite il servizio di avvocatura associata costituito dalla Provincia insieme agli avvocati della altre parti citate in giudizio. “Un messaggio istituzionale forte e deciso che allinea ancora una volta tutte le istituzioni reggiane su un fronte comune inequivocabile: i protocolli sono strumento utile prezioso e indispensabile nel quotidiano lavoro dei nostri enti per garantire giustizia, trasparenza e legalità”, concludono i sindaci e il presidente della Provincia Giorgio Zanni.
Presente alla riunione anche il sindaco di Casina, Stefano Costi, che ha tenuto a sottolineare come “anche il nostro Comune, aderendo in questi anni ai protocolli antimafia, abbia sempre ritenuto di fare la cosa giusta e di questo rimaniamo convinti anche oggi, senza remore o ripensamenti”.






Ultimi commenti
Le ultime parole alla Festa Nazionale del Pd a Reggio Emilia sono della segretaria Elly Schlein. Ma le parole possono essere pietre. E quando sono […]
Abbiamo strade peggiori di quelle che incontrai 20 anni fa in Polonia e per le quali li prendevo per il culo (ora hanno una rete […]
Non ricordo altrettanta veemenza del sindaco Massari, che si dichiara ateo, nel condannare il gesto di spregio verso chi (poi rivelatosi una "risorsa" di fede […]
Fanga is back! 🔝
Il parco Berlinguer e bosco macrobiotico sono una sozzeria, il Rodano è stato devastato, Bosco ospizio sparisce, bisognerebbe essere più coerenti