Confcommercio Reggio: il 2021 “anno di tenuta e crescita” rispetto al 2020 per il 73% delle imprese

sede Confcommercio Reggio Emilia

In questi primi giorni del 2022 Confcommercio – Imprese per l’Italia di Reggio sta completando un sondaggio presso le imprese associate relativo alla congiuntura economica di fine anno: sondaggio dal quale, sebbene sia ancora in corso, si possono già trarre le prime considerazioni.

Per il 40% delle imprese intervistate il mese di dicembre 2021 si è chiuso in linea con quello del 2020, mentre il 34% ha rilevato una crescita e il 26% ha riscontrato un calo. Allargando il campo al bimestre novembre-dicembre 2021, le attività sostanzialmente in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente sono state il 35%; il 33%, invece, ha segnalato una crescita, mentre il 28% ha registrato un calo.

Secondo il presidente di Confcommercio Reggio Emilia Davide Massarini “possiamo concludere che le percentuali risentono di un mese di novembre in cui l’acquisto online la fa da padrone”.

Per un terzo delle imprese intervistate il 2021 è stato un anno in linea con quello precedente, per il 40% è stato in crescita, mentre per il 27% c’è stato un calo rispetto al 2020. Nel confronto con il periodo pre-pandemia, invece, le percentuali cambiano: sono a quota 19% le imprese che hanno chiuso il 2021 in linea con il 2019, mentre nel 43% dei casi si è evidenziata una crescita rispetto al 2019, e nel 38% dei casi un calo. Sulle chiusure dell’anno appena trascorso hanno inciso in negativo soprattutto i dati riguardanti i pubblici esercizi e il commercio al dettaglio non alimentare.

Per quanto riguarda le prospettive future, le aspettative per il bimestre gennaio-febbraio 2022 sono di crescita per il 17% delle imprese intervistate, di stabilità per il 55% di esse e di calo per il 28%. Il 72% delle imprese non è attualmente in cerca di personale, ma del restante 28% due imprese su tre stanno sperimentando difficoltà nel trovare le risorse professionali necessarie.

Tra gli altri numeri emersi, il 51% delle imprese intervistate ha segnalato difficoltà nel reperire articoli, il 54% ha denunciato ritardi nelle consegne; il 90% delle imprese che hanno risposto al sondaggio sarà costretto ad aumenti di listino a causa dell’aumento dell’inflazione. Sono pari al 20% del totale gli imprenditori e le imprenditrici che prevedono di dar vita a nuovi progetti imprenditoriali nel prossimo futuro.

Sul fronte dei pubblici esercizi, infine, il 45% ha avuto disdette, quantificabili tra il 20% e il 30% delle prenotazioni complessive. “Conseguenza del Decreto Natale” del governo, secondo il presidente Massarini.

“I dati, sebbene ancora parziali, ci danno modo di condividere qualche riflessione”, ha aggiunto il presidente di Confcommercio Reggio: “Il Covid è un amplificatore dei cambi di abitudini ai consumi, ma anche un’ulteriore sfida per gli imprenditori reggiani che da questi due anni, nella maggior parte dei casi, non escono certo arricchiti nonostante la camaleontica capacità di cambiare e riposizionarsi in base alle disposizioni dettate dalla necessità di contenere la pandemia. Il risultato è un anno di tenuta e crescita rispetto al 2020 per oltre il 73% delle imprese, dato che scende al 62% se lo si paragona al 2019”.

Una maggioranza, secondo Massarini, “che guarda al bimestre gennaio-febbraio puntando alla stabilità nonostante l’inflazione preoccupante, la difficoltà nel reperire gli articoli, i ritardi nelle consegne e le difficoltà nel trovare personale. Tutto il settore turistico e il mondo dei locali da ballo, quest’ultimo ancora in lockdown, sono certamente tra i settori più colpiti. Paghiamo inoltre i ritardi legislativi sulla concorrenza digitale. Possiamo valutare infine, con una certa dose di realismo, che dopo anni durante i quali abbiamo inseguito il mito della crescita dovremmo con altrettanto entusiasmo inseguire ora il mito della collaborazione”.



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