L’intervento dell’Associazione nazionale dei partigiani d’Italia (Anpi) di Reggio contro il concerto di Ye, in programma il prossimo 18 luglio alla Rcf Arena, sembra aver “rotto il ghiaccio” nel fronte dei contrari all’arrivo del rapper statunitense al Campovolo, inizialmente piuttosto tiepido – complice forse anche il clima pre-natalizio – dopo l’annuncio dell’unica data italiana del tour del (più che) controverso artista di Atlanta.
Ora, passati i giorni di Natale e Santo Stefano, la protesta sta pian piano montando. Si iscrive senza dubbio al fronte dei contrari anche Dario De Lucia, consigliere comunale di Coalizione Civica, secondo cui “la presa di posizione dell’Anpi sul concerto di Kanye West, oggi noto come Ye, è semplice, netta e giusta. Non è censura, non è moralismo: è coerenza con i valori della Costituzione e con la storia antifascista di questa città”.
“Parliamo di un personaggio – ha ricordato De Lucia – che negli ultimi anni ha scelto di farsi conoscere non per la musica, ma per dichiarazioni pubbliche gravissime: frasi apertamente antisemite, razziste e di ispirazione nazista, pronunciate e rivendicate senza mai una reale smentita. Questo non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione e molto con la legittimazione dell’odio. L’Anpi ha fatto quello che dovrebbe fare sempre: difendere i valori costituzionali anche quando è scomodo, anche quando ci sono in mezzo grandi eventi e interessi economici rilevanti. Reggio è città medaglia d’oro della Resistenza: non è una location neutra, non è solo un palco”.
Per De Lucia è invece “preoccupante” l’atteggiamento di una parte della politica locale, “a partire dal vicesindaco De Franco, corrente Schlein Pd”: di fronte all’annuncio del concerto, per il consigliere comunale “si è parlato soprattutto di opportunità, visibilità e indotto economico. Tutto legittimo, ma allora serve chiarezza: non si può essere antifascisti solo quando non ci sono soldi di mezzo. Non si può dire di essere contro l’odio solo quando non riempie stadi”.
Questa vicenda, secondo De Lucia, “pone una questione politica e culturale che va oltre un singolo concerto. Reggio deve decidere se vuole essere coerente con la propria storia e i propri valori o se accettare ambiguità per convenienza. Anpi ha indicato una strada chiara: ora tocca alle istituzioni dimostrare la stessa coerenza”.






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Una sorta di setta neopagana di pseudo eco-ambientalisti convinti di rappresentare una avanguardia per la salvezza del mondo e del genere umano. Immagino che questa
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