Dopo l’affondo dell’Associazione nazionale dei partigiani d’Italia (Anpi) di Reggio, anche il consigliere comunale della lista civica Per Reggio Emilia Giovanni Tarquini si è scagliato contro il concerto reggiano di Ye, in programma il prossimo 18 luglio alla Rcf Arena al Campovolo.
Lo ha fatto a modo suo, sottolineando un presunto doppio standard: “Nella città considerata la culla dei valori dell’antifascismo, dove chi osa mettersi in posizione critica sugli errori della Resistenza viene ridotto al silenzio, si appoggia la scelta di ospitare il tripudio musicale di Kanye West, personaggio di dichiarata propensione verso ideali nazisti. Nella città in cui ci si indigna per i volantinaggi di matrice di destra e si promuovono iniziative educative atte a sopprimere gli istinti primordiali che urtano con il pensiero unico della peggiore sinistra, si accoglie con tutti gli onori chi lancia messaggi antisemiti e filonazisti, e lo fa ben oltre il confine della mera commemorazione iconica e scenografica”.
Poi l’attacco si fa più politico, mettendo nel mirino direttamente la giunta comunale: “Dopo le figuracce del Polo della Moda, del Primo Tricolore alla Albanese, del Natale senza più il bambino Gesù, eccoci di nuovo sotto i riflettori nazionali per un’altra delle nostre vergogne. Il vicesindaco (Lanfranco de Franco, ndr) ha già dichiarato pubblicamente che la Rcf Arena ha fatto una gran scelta e che, anche se il buon Kanye non professa proprio cose buone, al Comune va benissimo. Del resto, pecunia non olet…”.
Così, secondo il consigliere comunale, “Reggio diventerà il luogo dell’incoronazione di questo personaggio della musica internazionale che promuove odio e violenza. Ma noi non abbiamo paura. Possiamo contare sull’Officina educativa, che terrà indenni i nostri figli da ogni sorta di manipolazione del pensiero; sulla ricettività del nostro territorio, che darà da dormire, da bere e da mangiare, e altro, a un numero più o meno pari ai suoi stessi abitanti; e soprattutto su un sindaco e una giunta che così si candidano al primo posto assoluto del premio dell’ipocrisia”.
“Grazie Anpi, stavolta e non solo, siamo con te. Ci affianchiamo a questo moto di indignazione”, conclude Tarquini: “Ci sono valori oltre i quali non si può andare. Non si può mostrare la vostra bandiera solo per vincere le elezioni!”.
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