Città senza barriere: a 17 facilitatori sociali la qualifica di orientatore

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Per la prima volta in Italia, 17 facilitatori sociali hanno ottenuto a Reggio Emilia la qualifica regionale di Orientatore. Questo importante riconoscimento è stato celebrato giovedì 13 febbraio in Sala del Tricolore con la premiazione degli Orientatori da parte del sindaco Luca Vecchi, dell’assessora Pari opportunità e progetto Città senza barriere Annalisa Rabitti, del direttore sanitario Azienda Usl di Reggio Emilia Cristina Marchesi e di Francesca Bergamini della direzione Economia della conoscenza, del lavoro e dell’impresa Regione Emilia-Romagna.

I facilitatori sociali sono figure “alla pari” che hanno attraversato un disagio psichico, intrapreso un percorso personale di recovery e partecipato a corsi di formazione specifici. Un progetto promosso da Azienda Usl-Irccs di Reggio Emilia, Dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche, Consorzio Oscar Romero, Città senza barriere, Farmacie comunali riunite e Servizi sociali del territorio, nella convinzione che queste figure possano ricoprire il ruolo di soggetti attivi nell’innovazione dei servizi stessi, orientando l’offerta in modo mirato e sviluppando una cultura dell’inclusione basata sui bisogni diretti dell’utenza.

Grazie alla qualifica regionale di Orientatore, i facilitatori potranno spendere la loro professionalità nell’accompagnamento delle persone più fragili e nei servizi di supporto all’inclusione sociale ad essi rivolti. Inoltre, collaborando con psicologi, medici, psichiatri, operatori socio-sanitari, assistenti sociali e volontari, potranno svolgere funzioni di tutoraggio, orientamento e accompagnamento, sostenendo gli utenti nelle scelte formative, lavorative e supportandoli nei percorsi di reinserimento sociale e relazionale.

Il corso di formazione, della durata di 200 ore, è iniziato a novembre 2018 ed è stato affidato per la progettazione e il coordinamento delle attività alla sede reggiana di Irecoop Emilia-Romagna. Vi hanno partecipato ventidue persone provenienti dai diversi Centri di Salute mentale dell’Emilia-Romagna (13 di Reggio Emilia, 2 di Bologna, 1 di Piacenza, 2 di Parma, 2 di Modena, 2 di Ferrara). Il percorso è stato equiparato ad una esperienza lavorativa, durante la quale i partecipanti hanno incontrato psicologi, docenti esperti in sistema scolastico, orientamento e inserimento lavorativo, e hanno conosciuto realtà del territorio con le quali la figura dell’orientatore è chiamata a lavorare in rete: agenzie di somministrazione, centro per l’impiego, Informagiovani, enti di formazione professionale.

I diciassette facilitatori/orientatori, che hanno seguito la formazione e sostenuto l’esame finale, hanno espresso grande emozione e soddisfazione per il risultato ottenuto: “Il lavoro svolto insieme ci ha abituato ad essere aperti, senza preconcetti. E’ stata una bella esperienza dal punto di vista umano, e ci ha arricchito di tante conoscenze. L’esame è stato come mettere in pratica ciò che abbiamo appreso. Affrontandolo, non ci siamo limitati a concetti nozionistici, ma abbiamo calato la teoria nel senso comune della vita, nelle difficoltà e nelle scelte che essa comporta”.

“Sono molto contento di questo progetto, che ho potuto seguire fin dal suo inizio, e di questo risultato, classici esempi di cultura della coesione e della civiltà del ‘noi’ – dice il sindaco Luca Vecchi – A Reggio Emilia, e in Emilia-Romagna, ci sforziamo di non lasciare indietro nessuno e anzi di valorizzare i telenti e le risorse di tutti, o comunque di quanti più possiamo. Per questo abbiamo deciso di premiare i nuovi Orientatori nella Sala del Tricolore, così importante per la nostra comunità e per la comunità nazionale, alla fine di un percorso che ha visto impegnati istituzioni e organizzazioni di solidarietà e crescita sociale e che ha fatto leva su un bene inestimabile: il valore delle persone. Un valore che diviene ora anche professione”.

“La premiazione in Sala del Tricolore – afferma Annalisa Rabitti, assessora a Pari opportunità e Città senza barriere – vuole sottolineare l’esito positivo di un percorso lungo e, per certi versi, ad ostacoli, che si è giocato a più mani, coinvolgendo il Comune di Reggio Emilia, Città senza barriere, Consorzio Oscar Romero, Azienda Usl e il gruppo stesso di Orientatori premiati che a Reggio Emilia, insieme ad altri cittadini ed Istituzioni, hanno partecipato alla costituzione della Associazione di promozione sociale Sentiero Facile. Una collaborazione preziosa che ha prodotto un risultato importante, capace di cambiare la vita alle persone. Penso sia proprio questo il compito della politica: trovare soluzioni ai bisogni e non farsi fermare dalla burocrazia. È successo nel caso di questo progetto in cui diversi soggetti si sono impegnati per raggiungere un obiettivo condiviso, ossia ottenere la qualifica regionale di Orientatore ed essere riconosciuti come professionisti. Con orgoglio possiamo affermare di essere la prima regione in Italia ad avere questa qualifica, riconoscendo ufficialmente l’aiuto tra pari e valorizzando la parte fragile delle persone”.

“Ringrazio il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che ha compreso e sostenuto sin da subito tutto il processo, Francesca Bergamini che ha messo a disposizione le sue competenze, insieme a Fausto Nicolini, Gaddo Maria Grassi, Elena Incerti e Gloria Zanni. Ringrazio Beniamino Ferroni del Consorzio Oscar Romero, senza il quale nulla sarebbe successo, e, naturalmente, i neo orientatori, che si sono messi in gioco in prima persona con il loro vissuto spesso doloroso, hanno creduto fortemente nel progetto e ci hanno regalato un’esperienza davvero meravigliosa e trasformante per tutti noi. Queste persone dalle vite complesse sono per me dei piccoli eroi del quotidiano, e io sono orgogliosa di essere stata al loro fianco”.

Fausto Nicolini, direttore generale dell’Azienda Usl spiega: “Gli esperti nel supporto tra pari sono persone che hanno attraversato la sofferenza e hanno deciso di usare la loro esperienza per essere di aiuto ad altri. Dopo aver seguito un percorso di cura, e grazie alla loro motivazione, queste figure possono rivelarsi soggetti attivi e dare una spinta all’innovazione dei servizi, contribuendo ad orientarne l’offerta e a sviluppare una cultura dell’inclusione e della speranza. L’esperienza dei facilitatori sociali di Reggio Emilia, nata nel 2009 all’interno del Dipartimento di Salute mentale e Dipendenze patologiche, ha consentito di sperimentare l’efficacia dei loro interventi a fianco e in collaborazione con i professionisti dei servizi e la necessità di coinvolgere queste figure si è sviluppata al punto da creare una rete locale e regionale di realtà che promuovono il benessere attraverso la valorizzazione dell’esperienza vissuta”.

Pietro Spada, vicepresidente dell’associazione Sentiero Facile, afferma: “Ad un certo punto del percorso siamo diventati consapevoli di poter mettere le nostre risorse al servizio della comunità. Abbiamo fondato l’associazione Sentiero Facile per valorizzare il contributo che il nostro sapere esperienziale può dare ad altre persone in difficoltà, trasformandoci da utenti dei servizi in cittadini attivi. L’associazione è aperta a tutti. Vogliamo sviluppare la cultura della speranza e della partecipazione attiva. Ci siamo impegnati per ottenere il riconoscimento delle nostre competenze e per farne un’opportunità di lavoro al servizio degli altri, con il sostegno delle istituzioni sociali e sanitarie e del Terzo Settore. Con il corso Orientatori abbiamo ottenuto una qualifica regionale che costituisce un traguardo importante per il riconoscimento del nostro ruolo sociale e lavorativo. Siamo felici e ringraziamo tutti quelli che hanno creduto in noi”.

Beniamino Ferroni, direttore del Consorzio Oscar Romero, afferma: “Il nostro Consorzio crede nel progetto dei facilitatori sociali e del loro impiego all’interno dei servizi rivolti alle persone fragili fin dal 2009, quando partecipammo alla prima edizione del corso. Sono passati dieci anni e per me il risultato raggiunto oggi non è un traguardo ma l’ennesimo nuovo inizio che, grazie alla forza e alla tenacia delle persone coinvolte, ci consentirà di affrontare i bisogni delle persone con maggiore prossimità e qualità. Un ringraziamento speciale va all’assessore Annalisa Rabitti e al progetto Reggio Città senza barriere, che ha sposato con forza e convinzione l’idea, assumendo un ruolo decisivo per sbloccare alcune resistenze che impedivano di percorrere ‘l’ultimo miglio’ verso un doveroso riconoscimento personale e professionale ai nuovi Orientatori”.



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