I reggiani non sono razzisti. È questo, in sintesi, quanto emerge dalla relazione dell’assessora comunale alle politiche educative (con delega a intercultura e diritti umani) Marwa Mahmoud, che durante la seduta del consiglio comunale di Reggio Emilia di lunedì 9 febbraio ha risposto a una mozione presentata dalla consigliera di Fratelli d’Italia Letizia Davoli per fare luce sui numeri dei primi dieci mesi di attività dello Sportello antirazzista.

Dopo aver ripercorso le tappe e le motivazioni che hanno portato all’apertura dello sportello, Mahmoud ha fornito alcuni dati: dal 21 marzo 2025 al 31 gennaio scorso sono state 29 le segnalazioni di presunta discriminazione; due di queste sono risultate “non pertinenti”, facendo scendere dunque il totale a 27.
Di queste ventisette, 17 segnalazioni sono arrivate da persone direttamente coinvolte negli episodi di presunta discriminazione, 9 da testimoni e l’ultima da una persona “contemporaneamente vittima e testimone”, ha detto Mahmoud in Sala del Tricolore (non è chiaro in che senso, però); le segnalazioni si sono quasi equamente divise tra persone di genere maschile e femminile (rispettivamente 14 e 15), mentre non sono stati forniti dati sulla nazionalità delle persone denuncianti.
Il fattore prevalente che ha generato la presunta discriminazione, secondo i dati, è quello relativo alla provenienza/nazionalità delle presunte vittime. Diciassette segnalazioni hanno riguardato “discriminazioni dirette”, sette invece “discriminazioni indirette” (ma anche in questo caso non è stato chiarito il senso di queste formule in aula), altre tre infine sono state relative a episodi di hate speech online.
Per quanto riguarda gli ambiti in cui sarebbero avvenute le presunte discriminazioni: nel 14,2% dei casi nell’erogazione di servizi pubblici (ad esempio: prestazioni sanitarie); nel 7% dei casi sul luogo di lavoro; nel 3,5% dei casi in un contesto intrafamiliare; nel 17,8% dei casi durante la ricerca di una casa nel settore privato; nel 10,7% dei casi in contesto scolastico; nel 10% dei casi online, nel 10,7% dei casi nei rapporti con istituzioni e forze dell’ordine; nel 10% dei casi durante le fasi di iscrizione anagrafica.
Insomma, 29 segnalazioni totali su oltre 170.000 residenti: numeri complessivamente esigui che, in ogni caso, porteranno il prossimo 21 marzo alla chiusura dello sportello.







Era già ridicolo all’inizio, ora, dopo l’ennesima scoperta dell’acqua calda, finalmente chiude.
Altra gente che dovrà reinventarsi un lavoro remunerato.
A meno che qualcuno reiventi poltrone da occupare.
ma se consideriamo le migliaia di improperi ed epiteti con cui l’assessora potrebbe venir accolta dopo l’uscita di questa notizia direi che i casi aumenteranno esponenzialmente….che ridere (per non dire che amarezza)..la cosa era ridicola fin dall’inizio…..ridicola ma non seria, come appunto la giunta Massari.
E intanto là dimora d’abramo ha incassato I 29mila euro… Grazie assessora
Soldi spesi bene; l’assessora vestita come Sandokan sarà soddisfatta. Non erano necessarie particolari capacità divinatorie per arrivare a questo risultato.