Alla centrale Reggio Est la quarta edizione del Master di ricerca delle perdite idriche

master ricerca perdite idriche centrale Reggio Est – IR

Sono una cinquantina i tecnici di aziende pubbliche e private che in questi giorni stanno partecipando alla quarta edizione del Master di ricerca perdite su condotte idriche acquedottistiche, organizzato dall’Associazione italiana prove non distruttive monitoraggio diagnostica di Brescia (AIPnd) – con la collaborazione del gruppo Iren, di Arca e del Centro di coordinamento per le prove non distruttive – presso la centrale idrica Reggio Est di via Einstein a Reggio Emilia.

La motivazione principale che ha portato all’organizzazione di questo master è la necessità del mercato di figure tecniche specializzate nel controllo della ricerca di perdite idriche.

La scelta di Reggio è stata determinata dal fatto che il bacino territoriale reggiano è l’unico in Italia completamente suddiviso in distretti idraulici, ovvero dove la rete di distribuzione è suddivisa in aree più piccole e controllate per monitorare i flussi e le pressioni – e, conseguentemente, ridurre le perdite idriche (che a Reggio attualmente sono al 23,2%, a fronte di una media nazionale superiore al 40%).

Il master, inoltre, è ospitato in una centrale idrica pienamente operativa, con al proprio interno anche un Museo dell’Acqua dove è possibile trovare e ammirare gli strumenti che venivano utilizzati un tempo per la ricerca delle perdite.

Il programma didattico propone una sezione di base, che riguarda i princìpi per l’applicazione del metodo, e una – più ampia – specialistica per approfondire la tecnica, le applicazioni e le strumentazioni utilizzate. Al termine del percorso, dopo la prova d’esame, i tecnici otterranno la certificazione.

Oltre alla parte teorica sono previste anche prove sul campo, ad esempio le prove con asta di ascolto e geofono. L’asta di ascolto ha una funzione di pre-localizzazione: la strumentazione viene appoggiata direttamente sugli elementi metallici delle tubazioni che emergono dal suolo (ad esempio, saracinesche o idranti) e, attraverso una tecnologia meccanica, è molto rapida ed efficace nel trovare perdite e localizzarle.

Il geofono, invece, è uno strumento che ha una funzione di localizzazione puntuale e precisa della perdita e si posiziona sul terreno in corrispondenza del percorso del tubo. Funziona utilizzando un microfono che capta le vibrazioni, quindi attraverso una tecnica elettroacustica a elevata precisione. Saranno anche effettuate prove con correlatori acustici, sensori avanzati utilizzati per la localizzazione non invasiva di perdite d’acqua, specialmente su condotte interrate in pressione.