100.000 euro di contributi Covid a società della Bassa Reggiana con interdittive antimafia: denunciati quattro imprenditori

controlli Guardia di Finanza Reggio ufficio

I militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio in forza alla tenenza di Guastalla hanno denunciato alla procura reggiana quattro imprenditori (tutti di origine calabrese e attivi nei settori dell’autotrasporto, dell’edilizia e dei servizi) con l’accusa di indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato.

Secondo i controlli effettuati dalle Fiamme gialle, infatti, gli imprenditori avrebbero percepito i contributi pubblici a fondo perduto previsti dal governo per fronteggiare l’emergenza Covid-19, per un importo complessivo pari a oltre centomila euro: ma nei confronti delle quattro società beneficiarie, tutte attive nella Bassa Reggiana, era stato emesso un provvedimento interdittivo antimafia da parte della prefettura di Reggio, in quanto considerate vicine ad ambienti legati alla criminalità organizzata di tipo ‘ndranghetista.

L’attenzione della Guardia di finanza reggiana si è concentrata in particolare sulla verifica dei requisiti richiesti dalle disposizioni normative per l’accesso ai contributi pubblici a fondo perduto previsti dal D.L. n. 34 del 19 maggio 2020 (il cosiddetto Decreto Rilancio) e ai finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato previsti dal D.L. n. 23 dell’8 aprile 2020 (il cosiddetto Decreto Liquidità).

Durante le attività ispettive sono emerse le posizioni delle società che tra il 2020 e il 2021 avevano ottenuto accesso ai contributi: approfondendo l’indagine, i militari hanno accertato come le quattro imprese finite nel mirino non avrebbero potuto ottenere il contributo od il finanziamento agevolato, in quanto già destinatarie di provvedimenti interdittivi antimafia, emessi dalla Prefettura di Reggio Emilia, nel 2020 e 2021, sulla base degli elementi informativi “circa la contiguità” dei soggetti ad un’organizzazione di stampo mafioso.



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