Caro energia, l’allarme di Anceschi (Unindustria Reggio): “Ci incamminiamo sulla strada della recessione”

Roberta Anceschi presidente Unindustria RE Reggio Emilia

La presidente di Unindustria Reggio Emilia Roberta Anceschi è intervenuta con preoccupazione sul tema del “caro energia”, che sta interessando ormai da mesi l’Italia e l’intera Europa alla luce della difficile situazione internazionale: “Ormai non ci sono più dubbi: la questione energetica sta colpendo l’economia europea e peserà su quei paesi che maggiormente dipendono dal gas, Italia e Germania in primis”.

Le imprese, ha detto Anceschi, “stanno riaprendo i cancelli ma con la bolletta di luglio, che hanno ricevuto solo pochi giorni fa, stanno toccando con mano le conseguenze del conflitto in Ucraina. Aumenti senza precedenti, che è impossibile trasferire sui prezzi di vendita, minacciano la competitività e pongono una seria ipoteca sulla forte ripresa di cui sono state protagoniste le attività produttive reggiane”.

Con prezzi all’ingrosso del gas che sfiorano i 300 euro/MWh, pari a quattordici volte la media degli ultimi cinque anni, “non c’è scampo e ci incamminiamo sulla strada della recessione; imprese e cittadini dovranno far fronte a una spesa insostenibile che mina la tenuta dell’intera economia”.

Gli interventi già messi in campo dal governo, come l’azzeramento degli oneri di sistema, l’abbassamento dell’Iva e il credito di imposta, secondo la presidente di Unindustria Reggio “sono purtroppo stati del tutto assorbiti dai continui aumenti che pare non abbiano una fine; inoltre le semplificazioni per accelerare le autorizzazioni per le fonti rinnovabili daranno i propri frutti solo nel medio termine”.

L’emergenza, dunque, “è oggi: quotidianamente riceviamo notizie di fornitori che si ritirano dal mercato lasciando le imprese senza contratto, la stessa utility locale è in forte difficoltà nel proseguire le forniture delle attività economiche della nostra provincia, il mercato libero dell’energia vacilla”.

“Mentre il governo, pur con i limiti posti dalla scadenza elettorale che lo vincola alla sola gestione degli “affari correnti”, persegue gli obiettivi già dichiarati, mi pare doveroso evidenziare che il tema dell’energia, vale a dire dei suoi costi, dell’impatto economico e sociale di questi ultimi, nonché del ruolo che giocano nell’alimentare la spirale dell’inflazione, ha sin qui faticato a trovare un’adeguata evidenza nel confronto elettorale ormai avviato”.

“Siamo sommersi da proposte che paiono la stanca ripetizione di slogan elettorali immutati da decenni; risultano ancora assenti dal discorso pubblico non solo il Pnrr, che tra l’altro dovrebbe avere un ruolo fondamentale nella promozione e nella regia della cosiddetta transizione energetica nazionale, ma anche le proposte concrete riferite agli interventi che il nuovo governo dovrebbe assumere, nei suoi primi cento giorni di vita, per contrastare quella che è ormai la vera grande emergenza industriale, economica e sociale del Paese”.

Secondo Anceschi, dunque, “non c’è tempo per attendere il risultato delle elezioni e la formazione di un nuovo governo. La politica tutta deve comprendere che ora è necessario intervenire con misure immediate e incisive, anche impopolari, ma che possano evitare la spirale inflazione/recessione che si prospetta per l’inverno e che vadano ad attenuare l’impatto di questa crisi energetica. La posta in gioco non è ottenere un voto in più, bensì scongiurare un inverno che rischia di essere “freddo” sul piano economico e della qualità della vita e molto “caldo” sul piano sociale e dell’occupazione. L’industria e i suoi lavoratori attendono proposte e risposte concrete”.



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