Un invito per domenica “ad adornare le finestre delle case, dei campanili e delle torri con i tradizionali addobbi, coperte colorate, bandiere e disegni dei bambini di questo periodo”. E a mezzogiorno e alle 19 tutte le campane suoneranno a festa. E’ la Pasqua ‘diversa’, ai tempi del Coronavirus, immaginata dall’arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Zuppi.
Sui riti della settimana santa, dice Zuppi, “desideriamo manifestare la premura verso il popolo di Dio che ci è affidato e celebrare nel modo migliore possibile i giorni santi della Pasqua” che sarà “una Pasqua molto diversa al termine di una Quaresima molto Quaresima che abbiamo vissuto in queste settimane di dura, severa, lotta per la vita”.
“La Pasqua – prosegue – ci sveglia dal sonno della rassegnazione, ci libera dalla tristezza per cui nulla vale la pena e dal rischio che l’isolamento accentui il nostro individualismo. Il male non ha vinto, la croce non è l’ultima parola, non siamo fatti per essere isolati e il Signore ha dato la vita perché nessuno sia lasciato solo”.






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