Gli avvocati degli imputati dell’inchiesta sulla stazione dei carabinieri “Levante” di Piacenza, finita al centro delle cronache nazionali il 22 luglio del 2020 per gli sviluppi dell’operazione “Odysseus” della Guardia di Finanza piacentina, che aveva portato all’arresto di alcuni militari in servizio presso la caserma (accusati di reati gravissimi come spaccio, corruzione, abuso d’ufficio e tortura), al sequestro della stessa stazione e al trasferimento dei vertici provinciali dell’Arma dei Carabinieri, hanno presentato al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Piacenza dieci richieste di patteggiamento per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e cinque richieste di rito abbreviato.
Le richieste di patteggiamento riguardano gli imputati civili, quasi tutti cittadini stranieri accusati di spaccio, mentre le richieste di rito abbreviato sono state presentate dai legali difensori dei cinque carabinieri arrestati, tre dei quali erano presenti nell’aula allestita in via straordinaria nel quartiere fieristico di Piacenza Expo: Giuseppe Montella, arrivato dal carcere scortato dalla polizia penitenziaria, Daniele Spagnolo e Marco Orlando, entrambi ancora agli arresti domiciliari. L’udienza è stata rinviata all’8 febbraio per la discussione dei riti abbreviati.
Nell’udienza del 18 gennaio il giudice ha ammesso l’Arma dei Carabinieri come parte civile, così come due sindacati dei carabinieri (Silca e Nsc) e l’associazione Pdm (Partito per la tutela dei diritti dei militari), oltre ad altre nove persone, tra cui alcuni spacciatori che avevano denunciato le violenze che accadevano all’interno della caserma.






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