Nel pomeriggio di venerdì 11 luglio Stefano Reggianini, coinvolto nella vicenda che ha riguardato il “buco” da 500.000 euro scoperto nei mesi scorsi all’Agenzia per la mobilità di Modena, di cui è stato amministratore unico dal luglio del 2022 al giugno di quest’anno, ha rassegnato le proprie dimissioni – con effetto immediato – dal ruolo di segretario della federazione provinciale del Partito Democratico di Modena.
Lo ha fatto, ha spiegato, perché “il clima politico (e umano) che si è creato è talmente degenerato che non ritengo di poter proseguire oltre nel ruolo di segretario provinciale, per non coinvolgere ulteriormente la comunità politica che mi aveva dato fiducia pressoché all’unanimità nel congresso dei mesi scorsi”. Reggianini, in ogni caso, ha anche voluto “ribadire con forza la mia estraneità ai fatti, la mia onestà e la mia correttezza”, sostenendo di aver deciso di lasciare l’incarico politico “per ragioni di opportunità e responsabilità […] a tutela della mia persona, della mia famiglia e della mia professione”.
Ora la presidente dell’assemblea provinciale del Pd modenese, Susan Baraccani, avrà 30 giorni di tempo per indire una nuova seduta e verificare le condizioni per eleggere un nuovo segretario provinciale del partito.






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