Il questore e il prefetto di Bologna hanno vietato la manifestazione pro-Pal organizzata dal movimento dei Giovani palestinesi per martedì 7 ottobre alle 19.30 in piazza del Nettuno a Bologna: l’iniziativa era stata annunciata con un volantino che inneggia esplicitamente al 7 ottobre del 2023 – giorno dell’attacco terroristico in cui i miliziani di Hamas uccisero 1.175 israeliani (per lo più civili) e presero oltre duecento ostaggi, alcuni dei quali prigionieri ancora oggi nella Striscia di Gaza – e alla cosiddetta “resistenza palestinese” (con riferimento alla stessa Hamas).
Anche il testo che sulla pagina Instagram dei Giovani palestinesi bolognesi accompagna la convocazione della manifestazione non lascia spazio a dubbi: “Se in due anni si è riusciti a costruire questo forte movimento in solidarietà alla Palestina, che sta riuscendo finalmente a mettere in crisi il sostegno dei governi e delle istituzioni occidentali al sionismo, il merito è della Resistenza palestinese che dapprima il 7 ottobre 2023 ha inferto una dura sconfitta al sionismo con la gloriosa operazione Diluvio di al-Aqsa e che da due anni si oppone con ogni mezzo alle forze coloniali e genocide sioniste”.
“Nel secondo anniversario della più grande azione di resistenza degli ultimi decenni contro l’occupazione coloniale sionista scendiamo in piazza a sostegno del popolo palestinese e della Resistenza prendendoci per l’ennesima volta le strade di Bologna. Gloria ai martiri! Viva la Resistenza! Palestina Libera dal fiume al mare!”.
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Nonostante il divieto da parte di Prefettura e Questura, tuttavia, gli organizzatori sembrano intenzionati a tirare dritto e hanno confermato che la manifestazione si farà lo stesso, bollando quella del Viminale come una “scelta chiaramente politica e ideologica. Chi tenta di vietare la manifestazione non solo ci nega il diritto di esprimerci, ma nega anche ai popoli sotto occupazione coloniale il diritto di lottare per la propria liberazione”.
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