Erano spuntate all’improvviso all’inizio della scorsa settimana al centro del Crescentone di piazza Maggiore, a Bologna, nel cuore del centro storico della città, proprio di fronte a Palazzo d’Accursio (sede del Comune felsineo) e alla basilica di San Petronio, destando fin da subito grande curiosità e scatenando un grande dibattito tra cittadini e turisti.
Ora le enormi “rocce” gonfiabili tondeggianti del progetto “Iwagumi – Dismisura” dello studio australiano Eness, diretto da Nimrod Weis, un’installazione artistica (offerta alla città da Bologna Festival con lo sponsor Illumia) che, dopo Singapore, Melbourne e Dharhan, è arrivata nel capoluogo emiliano-romagnolo proprio a cavallo delle festività natalizie, sono… “attive”.
Da domenica 21 dicembre, infatti, le “rocce” rispondono al passaggio delle persone con paesaggi sonori ispirati alla natura, intrecciando melodie e suoni ambientali reali. Non solo. Con il calare del sole, l’opera si trasforma: le “rocce” si illuminano, cambiano colore e reagiscono al passaggio delle persone creando un’esperienza immersiva in continua evoluzione. Nell’allestimento bolognese, l’ambiente sonoro è arricchito da una selezione di brani per pianoforte ispirati ai suoni della natura, in dialogo evocativo con il mondo animale: da Ravel a Schumann, fino a Saint-Saens.
L’installazione in piazza Maggiore è visitabile liberamente, in orario diurno e notturno, fino al 26 dicembre.






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