Nella notte tra mercoledì 4 e giovedì 5 maggio i muri della sede della Camera del lavoro di Modena sono stati imbrattati con scritte deliranti e sgrammaticate (“Sindacati servi di un governo nazista”), vergate con uno spray di colore rosso, e con simboli riconducibili al movimento di protesta di matrice no-vax ViVi.
Un atto vandalico che la Cgil modenese ha duramente condannato: “Così facendo i no-vax adottano metodi e si caratterizzano come movimento fascista. È un atto gravissimo, di stampo fascista, un attacco vile, vigliacco e ignorante (hanno sbagliato anche a scrivere) utilizzato da chi da mesi sta attaccando le sedi sindacali, e in particolare quelle della Cgil; un attacco che deve essere fermato e condannato con una ferma reazione democratica”.

La risposta del sindacato è stata affidata a un presidio organizzato nella mattinata di giovedì 5 maggio in piazza Cittadella, proprio davanti alla sede vandalizzata, al quale hanno partecipato diverse centinaia di persone tra funzionari, delegati e attivisti sindacali che hanno risposto all’appello lanciato dal segretario generale Daniele Dieci e dalla segreteria confederale. A portare la loro solidarietà erano presenti, tra gli altri, anche i sindaci di Modena e di Spilamberto e i rappresentanti del Comune di Vignola e di Formigine.

Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, che si è recato sul posto per esprimere “piena e totale solidarietà alla Cgil”, ha sottolineato anche che “i sindacati sono garanzia di libertà e tutela del lavoro, e parte fondamentale della nostra democrazia: mi auguro che i responsabili vengano individuati al più presto”.

Immediata anche la presa di posizione dell’Arci di Modena: “Quando il dibattito pubblico si trasforma in atti di violenza, vengono meno i valori democratici sui quali si fonda la nostra società. Vogliamo però essere chiari: queste intimidazioni non fermeranno l’impegno per i diritti di tutte e tutti e per la giustizia sociale”, ha detto la presidente Anna Lisa Lamazzi, parlando di “atto vile che va condannato fermamente. Solidarietà alla Cgil di Modena, alle sue lavoratrici e ai suoi lavoratori, da parte della nostra associazione: un attacco al sindacato è un attacco a tutta la comunità”.

Il deputato del Pd Piero Fassino ha stigmatizzato così l’episodio: “Un atto vandalico e intimidatorio che indica la meschinità e la miseria umana di chi lo ha pensato ed eseguito; con l’unico esito di rafforzare la determinazione a isolare e contrastare nel modo più fermo ogni manifestazione di violenza e intolleranza”.
Anche il segretario provinciale del Partito Democratico modenese Roberto Solomita e la segretaria cittadina Federica Venturelli hanno condannato gli autori del gesto: “Come Pd di Modena esprimiamo solidarietà alla Cgil modenese. Il fatto che ancora una volta sia stata presa di mira una sede sindacale è sconcertante, ma ha l’effetto di rinsaldare nuovamente la nostra fermezza nel proteggere i luoghi della democrazia. La speranza è che questo clima tossico di odio si attenui insieme alla pandemia. Nel nostro paese democratico non possono trovare mai posto intimidazioni e violenze”.
Al sindacato preso di mira è giunta anche la solidarietà di numerosi lavoratori e delegati di aziende del territorio: tra le altre Cmb, Coop Alleanza, Cir, Finpro, Maserati Auto, Neutron, Marazzi, Motovario, Ferrari Auto, Panini, Terminali Italia, Tim Emilia-Romagna, Poste Emilia-Romagna, Rossi Motoriduttori (dove è stata anche proclamata un’ora di sciopero per la giornata di venerdì 6 maggio).
Solidarietà è giunta inoltre da enti locali come il Comune di Sassuolo e il Comune di Fiorano Modenese, dalla Cna, dai sindacati Cisl Emilia Centrale e Uil Modena e Reggio, da Cgil Emilia-Romagna, Cgil di Reggio, Cgil e Spi-Cgil di Bologna; dai partiti Pd, Articolo 1 e Rifondazione Comunista, da Ucman, Direzione Cassa Edile e Affini e da numerose associazioni come Legacoop, Anpi, associazione studentesca Udu, Federconsumatori, Auser, Sunia e dalle leghe dello Spi-Cgil di Modena.






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Condivido in pieno la tua considerazione!
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