Nella mattinata di mercoledì 30 settembre a Reggio Emilia sono iniziati, dopo quasi due mesi di stand-by, i lavori del programma di rigenerazione urbana Pru Ospizio, il contestato intervento di riqualificazione di un’area di circa 45.000 metri quadrati in via Emilia Ospizio.
Gli operai e i mezzi sono entrati nell’area del cantiere – quella del cosiddetto “bosco di Ospizio” – e hanno iniziato le operazioni di sfalcio del sottobosco e di abbattimento di alcuni degli alberi dell’area verde in questione.
“Questa mattina all’alba ci siamo svegliati con la via Emilia militarizzata”, racconta il comitato Assemblea Bosco Ospizio, che fin qui si era efficacemente opposto all’avvio dei lavori con un presidio no-stop di 59 giorni consecutivi: “Almeno tre camionette con forze dell’ordine in assetto antisommossa a bloccare l’accesso su via Primo Maggio e sul vialetto pedonale sul lato del Centro Busetti; dispiegamento di Polizia di Stato, Digos, carabinieri e Polizia municipale a difesa di un soggetto privato e della distruzione di un bosco”.
Mentre la gran parte dei manifestanti contrari all’intervento veniva tenuta a sufficiente distanza dalle forze dell’ordine, un gruppetto di attivisti e attiviste dell’Assemblea Bosco Ospizio è riuscito a entrare nell’area del cantiere, “in maniera pacifica e con il solo scopo di ottenere la sospensione dei lavori per la salvaguardia di verde e animali”, chiarisce il comitato. Ma “quello che abbiamo visto è stato: lavori di abbattimento degli alberi che vanno avanti contro ogni attenzione alle persone presenti nell’area; lavoratori senza dispositivi di sicurezza di base, né elmetti né occhiali protettivi”.
Nel pomeriggio una delegazione di Assemblea Bosco Ospizio è andata in municipio per chiedere spiegazioni all’amministrazione comunale: “Solo il capo di gabinetto ci ha ricevuti, dopo un tempo di attesa come se non esistesse un’urgenza. Ci viene detto che la responsabilità di quello che sarebbe potuto succedere è delle singole persone, ree di mettere in atto azioni non pacifiche”.
Non solo: “Veniamo a sapere che la stessa amministrazione si barrica dietro voci di persone facinorose da fuori città venute apposta per causare degli scontri”, denuncia il comitato di cittadini contrari al progetto. “Respingiamo con forza questa narrazione. Le azioni non pacifiche sono quelle di chi continua a lavorare con mezzi pesanti in presenza di persone, e di chi non fa nulla per impedire queste attività pericolose. Questa narrazione è frutto di un’escalation voluta solo ed esclusivamente dalla controparte (la proprietà dell’area) e necessaria a giustificare un dispiegamento di forze e soldi pubblici senza precedenti per Reggio”.
La mobilitazione, sottolinea Assemblea Bosco Ospizio, “è e resta nonviolenta. L’azione di Conad si posiziona invece all’estremo opposto: una prova di forza, protetta da amministrazione e forze dell’ordine, in nome della speculazione e del profitto. Ma le ‘persone oltre le cose’ restano in presidio: rilanciamo con una mobilitazione che metta al centro il benessere, la cura, l’ambiente, il quartiere, un modo nuovo di vivere e costruire la città che viviamo. Bosco Ospizio continua a esistere, al di là degli alberi abbattuti, del sottobosco sfalciato, degli animali non portati in salvo. Bosco Ospizio resiste a oltranza”.






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