Dal Comune di Reggio Emilia – La rotatoria posta all’intersezione tra viale Trattati di Roma e viale Città di Cutro, una delle principali porte di accesso alla città, sarà intitolata al “7 gennaio 1797”, la data nella quale il Congresso della Repubblica Cispadana, riunito a Reggio Emilia, adottò il Tricolore quale bandiera italiana.
È questa la scelta assunta dall’Amministrazione comunale, con una delibera di giunta che ha individuato nell’intitolazione della rotatoria una soluzione capace di rafforzare, attraverso la toponomastica, un messaggio pubblico legato ai valori della Repubblica, della Costituzione, della cittadinanza democratica, della coesione civile e della legalità.
La scelta si inserisce nella riflessione maturata dalla città negli anni successivi al processo Aemilia e alla luce di quanto emerso dai procedimenti giudiziari sulla presenza e sulle infiltrazioni della ’ndrangheta nel territorio reggiano.
L’intervento non prevede la sostituzione della denominazione di viale Città di Cutro, ma la sua integrazione con un nuovo riferimento di forte valore civile e nazionale. L’obiettivo è rafforzare il messaggio di contrasto alla criminalità organizzata senza mettere in discussione il significato originario dell’intitolazione del 2009, nata come gesto di amicizia culturale e istituzionale tra Reggio Emilia e Cutro e legata alla storia dei flussi migratori e alla presenza di numerosi cittadini di origine cutrese nella comunità reggiana.
“L’Amministrazione comunale considera la riflessione proposta dalla dottoressa Antonella De Miro un’occasione importante per rinnovare l’impegno della Città di Reggio Emilia nel contrasto a ogni forma di criminalità organizzata e, in particolare, alla presenza e alle infiltrazioni della ’ndrangheta nel territorio. Raccogliendone lo spirito abbiamo scelto di tenere insieme memoria, identità e legalità – dichiarano congiuntamente il sindaco Marco Massari e il vicesindaco Lanfranco De Franco –. Non vogliamo contrapporre un’identità a un’altra, né sovrapporre la presenza della criminalità organizzata alla storia e alle persone di una comunità. Vogliamo invece affermare con chiarezza che Reggio Emilia riconosce nel 7 gennaio 1797 uno dei momenti fondativi della propria identità e della storia nazionale e che proprio da uno dei suoi principali ingressi deve arrivare un messaggio forte di democrazia, Costituzione e legalità. È anche un modo per ribadire che il contrasto alle mafie non è una stagione del passato, ma un impegno permanente della nostra città”.
La decisione si accompagna alla volontà dell’Amministrazione di dare continuità e ulteriore impulso alle politiche strutturate di contrasto alla criminalità organizzata.
In questo quadro, il Comune proseguirà il lavoro della Consulta per la Legalità, organismo permanente di confronto e coordinamento che riunisce istituzioni, enti, categorie economiche, sindacati, Terzo settore, forze dell’ordine e istituzioni antimafia.
Tra le azioni in corso vi sono la collaborazione alla costruzione dell’Osservatorio Provinciale di Legalità, il recupero e la destinazione a finalità sociali dei beni confiscati alla criminalità organizzata, l’aggiornamento dei protocolli di legalità con le categorie economiche e le iniziative di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo.
Proseguiranno inoltre il progetto “Noi Contro le Mafie”, le iniziative per la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, i percorsi di educazione alla legalità nelle scuole e il coinvolgimento del mondo universitario e di testimoni e collaboratori di giustizia legati alle vicende del processo Aemilia.
“L’impegno per la legalità – aggiungono Massari e De Franco – deve tradursi in scelte amministrative, strumenti di prevenzione, educazione e cura del territorio. La nuova intitolazione vuole essere parte di questo lavoro: un segno visibile e quotidiano, rivolto a chi vive a Reggio Emilia e a chi vi entra, per ricordare che la democrazia e la legalità sono patrimonio comune e responsabilità permanente”.
L’iter amministrativo per l’intitolazione della rotatoria proseguirà ora secondo le procedure previste: la proposta sarà trasmessa alla Prefettura per il prescritto parere.






RIDICOLI ! “La scelta si inserisce nella riflessione maturata dalla città negli anni successivi al processo Aemilia e alla luce di quanto emerso dai procedimenti giudiziari sulla presenza e sulle infiltrazioni della ’ndrangheta nel territorio reggiano.”
direi che tutto questo trasuda di pregiudizio e razzismo. Una città – Cutro- identificata con la ndrangheta per cui occorre , anche come toponomastica, porre un distinguo, una distanza , un “controllo” ?! mi vergogno per chi l’ha anche solo pensata.