Attentato di Modena, il fratello della vittima nomina un esperto di jihadismo

Salim El Koudri in fuga dopo attentato Modena 16 maggio – VDS

L’avvocata Deborah De Cicco, che rappresenta Giovanni Esposito, il fratello di Monica Esposito, la donna di 55 anni investita durante l’attentato dello scorso 16 maggio a Modena e poi morta dopo due mesi di agonia in ospedale, ha deciso di nominare un consulente di parte esperto di sicurezza e terrorismo internazionale nel processo a carico di Salim El Koudri.

La persona prescelta è Francesco Bergoglio Errico: fondatore e direttore esecutivo del Monitoring Jihadism Project, è docente del master in Terrorismo e prevenzione della radicalizzazione dell’Università di Bergamo e della scuola di polizia di Roma in tema di radicalizzazione, oltre che componente del comitato scientifico del Centro italiano di strategia e intelligence.

“Grazie alla sua preziosa analisi”, spiega l’avvocata De Cicco, “confido di poter decifrare adeguatamente le circostanze emerse e dimostrare che sussistono tutti i presupposti giuridici per l’aggravante del terrorismo” – che al momento però non viene contestata a El Koudri.

“Lo dobbiamo alla collettività, nella memoria di Monica Esposito e per tutte le vittime: ci batteremo perché emerga la verità, ovvero che Salim El Koudri ha agito con finalità terroristica e pianificando l’attacco”.

La condotta del trentunenne residente a Ravarino, che lo scorso 16 maggio alla guida della sua Citroen C3 si lanciò a forte velocità sulla folla nel centro storico di Modena, investendo di proposito diversi passanti, secondo De Cicco “ricalca in modo fedele i manuali operativi del terrorismo islamico, i cosiddetti attacchi con veicoli o car ramming abbinati all’uso del coltello, indirizzati a intimidire la popolazione e a destabilizzare le strutture politiche. Ce lo dicono le risultanze dei dispositivi informatici e i video manifesto prima dell’attacco sinora emersi dalle indagini, e ancora ne verranno in tal senso”.

Gli strumenti normativi da applicare e i presupposti per contestare a El Koudri l’aggravante del terrorismo, sostiene l’avvocata, “ci sono, quindi spero che la Procura abbia il coraggio di farlo e trasmetta gli atti per competenza alla sezione antiterrorismo della Procura distrettuale di Bologna”.



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