I carabinieri di Piacenza hanno arrestato un’infermiera dell’Ausl piacentina, che è finita in carcere con l’accusa di corruzione e falso: secondo le indagini la professionista sanitaria, che prestava servizio in una farmacia della città, avrebbe fatto ottenere a più di una ventina di persone dei green pass falsi, chiedendo in cambio una somma compresa tra i 250 e i 300 euro.
L’indagine, condotta dai carabinieri del nucleo investigativo, coordinati dalla procura di Piacenza, è partita da un esposto della stessa Ausl piacentina. Insieme alla donna è finito in manette anche un suo collaboratore, che secondo gli inquirenti si sarebbe occupato di trovare le persone disposte a pagare per ricevere la falsa certificazione verde Covid-19.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Raffaele Donini: “Se i fatti fossero confermati, saremmo di fronte a un comportamento di assoluta gravità, inaccettabile per un’intera comunità che da due anni sta affrontando la pandemia, con tutto il carico di dolore per le perdite dei propri cari, per i sacrifici personali, sociali ed economici. Un comportamento irresponsabile che offende anche l’intera categoria dei professionisti sanitari che, al contrario, con abnegazione e spirito di sacrificio assicurano quotidianamente l’impegno per uscire dall’emergenza che da troppo tempo sta condizionando le nostre vite. Non c’è spazio per chi specula e inganna la collettività”.
“Grazie, quindi, all’Ausl di Piacenza – ha concluso Donini – che si è mossa tempestivamente segnalando il caso da cui sono partite le indagini. Massima fiducia nella magistratura, confidando in un rapido esito, guardando avanti con fiducia, certi che questi episodi non scalfiscono il senso di comunità e responsabilità che da sempre contraddistinguono il nostro territorio”.






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