‘Angeli e Demoni’ e ‘Diavoli della Bassa modenese’

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Ci sono molte analogie sospette nell’indagine odierna sui servizi sociali della Val D’Enza e il caso dei “Diavoli della bassa modenese” degli anni 90’.

Manipolazione dei ricordi dei minori tramite interrogatori ripetuti e sotto minaccia di non vedere i genitori, lettere di affetto dei genitori negate ai bambini e una nota Onlus di Torino che compare in entrambe le inchieste.

Era il 1998, quando nel cuore nella notte furono tolti i figli a 16 famiglie nella bassa modenese di cui i genitori e parenti sono stati accusati a vario titolo di rapimento, stupro, violenza su minore e pedofilia durante riti satanici in una inchiesta che sconvolse l’Italia. È una famosa indagine ricostruita dal 2013 al 2016 da Pablo Trincia e Alessia Raffaelli.

In quella inchiesta emersero fatti sconcertanti, bambini costretti a bere sangue animale, altri bambini uccisi mai trovati e di cui non è mai stata denunciata la sparizione e riti satanici ma su cui, con il tempo, sono nati legittimi sospetti. Con il tempo questa vicenda giudiziaria è sparita dai giornali, ma tanti aspetti non sono tutt’ora chiari.

Grazie alla recente inchiesta giornalistica ci sono stati vari appelli alla verità in molte istituzioni, dai comuni della Bassa modenese al consiglio regionale dell’Emilia Romagna. Il clamore è stato tale da far chiedere a molti avvocati della difesa di riaprire il caso per far emergere la verità.
Il falso ricordo è il pericolo che si corre quando si interrogano bambini nel modo sbagliato, soprattutto quando si crede di conoscere già la risposta. Questo sarebbe successo sia nella bassa modenese che nella Val D’Enza e c’è un collegamento tra i due casi, quello del centro studi Hansel e Gretel di Torino, da cui provenivano le psicologhe che avevano interrogato i bambini nel 1998 e di cui è stato arrestato il responsabile Claudio Foti.