Abbandonare il progetto della diga di Vetto, lungo il corso del fiume Enza (Reggio Emilia). Lo chiede il Gruppo Misto con un’interrogazione in cui sostiene che il progetto, “altamente impattante, dovrebbe essere sostituito con interventi quali il miglioramento della rete per le acque potabili, risparmio, utilizzo delle acque reflue in agricoltura, realizzazione di una rete di piccoli invasi, riduzione delle perdite per impermeabilizzazione della rete consortile irrigua, ravvenamento artificiale delle falde di conoide”.
Il Gruppo Misto chiede “come la Regione sostiene l’adattamento dei sistemi agricoli alle mutate condizioni climatiche, visto che la situazione in cui ci troviamo oggi era largamente prevedibile da almeno un quindicennio, e per quali ragioni si sia arrivati impreparati a una tale situazione d’emergenza”.
“L’impatto della costruzione della diga di Vetto su tutti gli ecosistemi legati al corso d’acqua -ha spiega il Gruppo Misto- sarebbe devastante. Inoltre, non è solo l’agricoltura ad avere necessità di investimenti per garantire le risorse idriche, è necessario, oltre che un obbligo di legge, assicurare il deflusso minimo vitale per l’Enza e per tutti i corsi d’acqua del nostro territorio regionale, affinché possano continuare a consentire la sopravvivenza degli habitat e delle specie animali e vegetali che vi sono insediate, oltre a garantire i servizi ecosistemici”.






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