Un’opera al servizio di un’area di 324mila ettari di territorio, dove vivono 335mila persone tra le province di Modena, Ferrara e Mantova. Un intervento che, una volta completato, aiuterà a scongiurare problemi di siccità e rafforzerà la sicurezza idraulica.
Via ufficiale, oggi, da parte del Consorzio di Bonifica Burana e alla presenza delle autorità, per il cantiere del nuovo impianto idrovoro Cavaliera, in località Malcantone di Stellata, comune di Bondeno (Fe).
Finanziato per 68 milioni di euro da Pnrr – Italia Domani Piano di Ripresa e Resilienza, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Regione Emilia-Romagna, l’intervento, molto atteso, si colloca nell’ambito del miglioramento del sistema irriguo e di scolo del Bacino Burana-Po di Volano.
Presenti il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e la vicepresidente Irene Priolo, oltre al presidente del Consorzio della Bonifica Burana, Francesco Vincenzi, e al direttore del Consorzio della Bonifica Burana, Cinalberto Bertozzi.
“È la più grossa e importante opera di bonifica che viene realizzata in Emilia-Romagna negli ultimi decenni- ha commentato Bonaccini-. Un’opera strategica non solo per far fronte alla siccità ma soprattutto per la sicurezza del territorio, ferrarese e modenese, nei momenti di piena. Per questo, oltre alle risorse assegnate dal Ministero, come Regione contribuiamo in maniera significativa affinché quest’impianto diventi realtà. Mi preme sottolineare che, una volta ottenuto il finanziamento dal Pnrr, i tempi sono stati davvero rapidi: il cantiere viene consegnato oggi, a metà gennaio, secondo il cronoprogramma i lavori dovranno essere terminati nel 2026. Un traguardo record- ha concluso il presidente-, per un’opera così complessa, cui arriviamo grazie a un importante lavoro di squadra”.
Il nuovo impianto
L’opera verrà realizzata in comune di Bondeno, a monte del centro abitato, nel punto più congeniale per lo scarico, in golena del Po e in corrispondenza della foce del Panaro, tra la località denominata “Coronella Brandana” e il polo Pilastresi, lontano da aree urbanizzate o soggette a vincoli e in un tratto dove la sezione del fiume risulta essere notevolmente ampia. La nuova opera, che potenzierà il polo Pilastresi, avrà la capacità di “scolare” sino a 60 metri cubi al secondo le acque del bacino delle acque basse dei territori modenese, mantovano e ferrarese. Sarà costituita da 12 pompe. Lo scolo avverrà tramite sollevamento meccanico. Il 50% dei gruppi sarà automatico in funzione dei livelli idrici e il restante 50% verrà attivato manualmente per le emergenze.







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