Sostiene in una nota Isabella Albertini, vicecoordinatrice Forza Italia a Reggio Emilia: “La situazione del ponte sul fiume Enza a Montedello tra il comune reggiano di Ventasso e il comune parmense di Palanzano è l’ennesimo caso di un’opera infrastrutturale in ambito provinciale, che necessita di manutenzione urgente del manto stradale e degli elementi di sostegno. Una replica del Ponte di Veggia, strategico per il distretto ceramico, che collega il versante reggiano (Casalgrande) con il versante modenese (Sassuolo). Entrambi i ponti versano in stato di degrado strutturale, che impone interventi rapidi già richiesti dagli enti locali competenti e anche dai comparti economici correlati.
Gli esempi citati (ma l’elenco sarebbe lunghissimo…) sottolineano l’esigenza di procedere ad una manutenzione della viabilità specialmente nella zona montana. Mentre le grandi opere sono bloccate (Tibre) o rimandate (Bretella Campogalliano-Sassuolo, Cispadana, quarta corsia dell’autostrada A1), è prioritario garantire la sicurezza sulle arterie secondarie propedeutiche ad una veloce movimentazione su gomma delle merci nell’Emilia giustamente celebrata come motore del sistema paese. Le tanto decantate piccole e medie imprese, duramente colpite dall’emergenza sanitaria, lamentano da anni il gap infrastrutturale, che ne rallenta l’espansione in altri mercati.
Nell’ambito del Recovery Plan si deve ripensare alla montagna come area vasta sulla falsariga del bacino mediopadano, affinchè il rilancio logistico del nostro Appennino sia attuato, oltre che a fini turistici e culturali, per garantire collegamenti indispensabili ad ogni settore anche manifatturiero situato nei comuni montani. Se chi e’ preposto non interviene su quel ponte, e subito, riferitegli che l’economia della montagna non viaggia, da un pezzo, più a dorso di mulo”.






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Spero cara Marwa che lei ed i suoi colleghi di partito non abbiate l'ardire e la presunzione di confondere il voto referendario con un plebiscito […]
Privilegi? Quali Privilegi, loro li chiamano diritti, anzi..."tiritti" secondo la nuova vulgata. Per i doveri e le riforme si rimanda alle prossime generazioni.
Esatto, il detto in questione ai miei tempi era usato contro coloro i quali si rendevano protagonisti di vaniloqui o, come nel caso del nostro
A prescindere dal fatto che la legge era scritta male e la possibilità di influenza politica dei magistrati poteva essere alta, rimane il fatto che […]
Agricoltura? Guardi che ci vuole testa, oltre che preparazione, come in ogni attività...e sicuramente più che in certe esternazioni pseudo politiche. Anzi, nel caso citato,