Prosegue il botta e risposta sul maxi-impianto agrivoltaico che dovrebbe sorgere in località Giarola: il progetto, presentato e depositato presso il Comune di Reggio Emilia, ma non ancora autorizzato, è al centro da giorni di un dibattito acceso, con accuse reciproche tra destra e sinistra.
Dopo che il consigliere reggiano di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona ha portato il caso fino in Regione, con un’interpellanza, i consiglieri regionali reggiani del Partito Democratico Maria Laura Arduini, Elena Carletti, Andrea Costa e Anna Fornili hanno ribattuto parlando di “polemica strumentale e profondamente incoerente da parte della destra”. Incoerente perché “a livello locale la destra attacca il Comune di Reggio, mentre a livello nazionale sostiene e rivendica una legge che limita fortemente i poteri di Comuni e Regioni sui loro territori, classificando questi impianti come opere di interesse pubblico nazionale”.
La transizione energetica, per Arduini, Carletti, Costa e Fornili, “è una sfida che va affrontata con serietà e responsabilità, ma non può essere subita dai territori. Servono norme chiare sulle aree idonee, che restituiscano a Regioni e Comuni reali strumenti di pianificazione e valutazione, tutelando le aree agricole di pregio e le produzioni di qualità”.
“Chi oggi, a Reggio, soffia sul malcontento e scarica le responsabilità sul Comune dovrebbe avere il coraggio di ammettere che le scelte fatte a Roma dal governo del loro stesso colore politico hanno prodotto questa situazione. Questa è un’incoerenza politica evidente, che non può essere nascosta dietro slogan o prese di posizione di comodo”.
“Come Partito Democratico”, concludono i quattro consiglieri regionali reggiani, “continueremo a porci in ascolto delle richieste dei cittadini e delle associazioni degli agricoltori e a lavorare affinché la transizione ecologica sia governata, equa e compatibile con la tutela del territorio, chiedendo una revisione della normativa nazionale che oggi penalizza le comunità locali e scarica su di esse responsabilità che non possono esercitare pienamente”.






Ultimi commenti
Dunque una celebrazione ufficiale ed aperta in settembre: quando i più o meno aficionados saranno rientrati e pronti ad accordarsi per il disco in arrivo.
il maghreb tutto ringrazia. dopo l’inaugurazione cercasi volontari ariani per farsi borseggiare, taglieggiare, picchiare in anteprima. seguira’ servizio compiacente su rete locale notariamente eco dell’
Proponiamo ai c.d. amministratori nostrani la riflessione alternativa: come sopravvivere in modo decente ad aggressioni e danni da maranza!?!
Purtroppo ha ragione su tutto il fronte...del porto degli imprevidenti/non amministratori locali.
Mah.. c’è chi riceve soldi dal comune e che fa opposizione perché non li riceve.. va a capir, in ogni caso la politica fa una