L’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, nella seduta di mercoledì 17 dicembre, ha approvato il progetto di legge della giunta de Pascale per disciplinare i cosiddetti “affitti brevi”, ovvero il mercato degli immobili destinati a locazione di breve o brevissimo periodo.
La legge regionale mette ordine in un contesto che vede da una parte le esigenze del settore turistico, dall’altra il diritto all’abitare: consentirà di introdurre nei piani urbanistici comunali una nuova destinazione d’uso, denominata “locazione breve” e inserita nella categoria turistico-ricettiva, con l’obiettivo di distinguere gli immobili destinati a questo tipo di attività dal patrimonio abitativo ordinario.
I Comuni emiliano-romagnoli non saranno obbligati a intervenire in tal senso, ma avranno a disposizione uno strumento (da attivare attraverso una variante urbanistica semplificata) nel momento in cui la regolazione degli affitti brevi dovesse rendersi necessaria per quel determinato territorio comunale: gli enti locali potranno così individuare aree in cui consentire, limitare o incentivare queste attività in base a criteri specifici, come ad esempio il rapporto tra appartamenti destinati alle locazioni brevi e alloggi residenziali.
Gli immobili destinati agli affitti brevi dovranno, in ogni caso, rispettare standard rigorosi di sicurezza, igiene, salubrità, efficienza energetica e conformità degli impianti, mentre i Comuni avranno la possibilità di richiedere ulteriori requisiti di qualità edilizia per elevare ulteriormente il livello dell’offerta.
La legge consente inoltre ai Comuni di ricorrere alla leva fiscale dei contributi di costruzione per incentivare o disincentivare l’insediamento delle locazioni brevi, adattando la disciplina alle caratteristiche locali del territorio.
Secondo le intenzioni della giunta regionale, la nuova normativa permetterà di semplificare e rendere più uniforme la gestione del fenomeno degli “affitti brevi”; al tempo stesso, garantirà la possibilità di riportare in qualsiasi momento un immobile dalla destinazione “locazione breve” all’uso abitativo senza costi aggiuntivi, favorendo così il recupero di case per i residenti e sostenendo concretamente il diritto all’abitare.
“È un voto che conferma l’obiettivo principale”, hanno commentato l’assessora regionale al turismo Roberta Frisoni e l’assessore regionale alla casa Giovanni Paglia, “cioè dare un quadro normativo che consenta ai Comuni, in base alle diverse necessità, di agire con maggiore efficacia, tutelando il diritto alla casa ma anche preservando la vocazione turistica dei territori. Un modello flessibile, quindi, che tiene conto delle diversità territoriali”.






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