A Reggio trattamenti antizanzara obbligatori per contrastare la diffusione del virus West Nile

zanzara Culex Pipiens virus West Nile

L’amministrazione comunale di Reggio ha emesso un’ordinanza, valida fino al 10 settembre, introducendo per tutti i soggetti gestori di ospedali, case di cura, hospice, Cra, Rsa, case di riposo, comunità alloggio, case famiglia, centri diurni, centri sociali e altri luoghi di aggregazione di persone anziane con presenza di spazi verdi fruibili dagli utenti anche nelle ore serali l’obbligo di effettuare interventi adulticidi contro le zanzare, con l’obiettivo di contrastare il rischio di diffusione del virus West Nile.

I trattamenti dovranno essere ripetuti a cadenza settimanale e dovranno essere affidati a ditte specializzate, le quali dovranno utilizzare prodotti a basso impatto ambientale; nell’area interessata, inoltre, dovranno essere affissi con almeno 24 ore di anticipo cartelli informativi che riportino la data e l’ora dell’intervento, in modo da consentire la riapertura dell’area stessa non prima che siano trascorse almeno 24 ore dal termine del trattamento. Eventuali violazioni rispetto a quanto previsto dall’ordinanza potranno portare a sanzioni da 103 a 516 euro.

Il virus West Nile è endemico, ovvero è presente ormai in maniera stabile in Emilia-Romagna e nelle regioni del bacino padano, tanto che sono stati rilevati di recente alcuni casi di infezione nel territorio regionale e anche in provincia di Reggio – che in un caso ha portato alla morte di una donna di 76 anni. Il ciclo di moltiplicazione del virus si sviluppa tra alcune specie di uccelli e le zanzare comuni (Culex pipiens, attive in particolare di sera e di notte). L’uomo può essere occasionalmente infettato attraverso le punture di zanzara, ma a quel punto l’infezione virale non si trasmette più dalla persona infettata ad altre zanzare, né direttamente tra persona e persona.

Il contatto con il virus causa un’infezione che nella maggioranza dei casi decorre senza una sintomatologia particolare: in alcuni frangenti (circa il 20%), tuttavia, può svilupparsi invece la malattia denominata West Nile Disease, che si manifesta con sintomi evidenti, seppur tutto sommato lievi, che possono ricordare una sindrome influenzale e che durano soltanto per pochi giorni.

Anche se di rado, e soprattutto in persone già debilitate, in circa l’1% dei casi la malattia può arrivare a provocare gravi forme neurologiche e disturbi al sistema nervoso centrale, come encefaliti o meningiti, che richiedono il ricovero in ospedale e che possono condurre a esiti permanenti, o persino alla morte del paziente infettato.

È stato osservato come il virus West Nile abbia maggiori probabilità di sviluppare un’infezione che porti al decesso in persone anziane, immunodepresse e/o affette da patologie croniche: in questi casi il virus può peggiorare una situazione clinica già di per sé difficile e portare a sviluppare complicanze molto severe, anche se non strettamente collegate all’azione del virus.



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