A Reggio Emilia ‘Still I Rise’, la Onlus che nasce da una poesia

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Il 3 e 4 luglio la Cooperativa Reggiana Panta Rei, da 20 anni specializzata nei servizi educativi 0-6, ha ospitato nel nido Giulia Maramotti la ONLUS Internazionale Still I Rise, fondata da un giovane ragazzo, Nicolò Govoni, attivista e candidato al Nobel per la Pace nel 2020 in virtù del suo operato diretto ad aprire scuole per bambini profughi nel mondo (ad oggi le scuole sono in Grecia, Turchia, Siria e Kenya mentre il coraggioso progetto per il 2021 è quello di aprire una scuola nella Repubblica Democratica del Congo dove la condizione di disagio da integrare è quella dei minori costretti a lavorare nelle miniere estrattive di cobalto)

Tra i progetti, nati per diffondere un’educazione consapevole e sostenere l’organizzazione, c’è il workshop “Liberi di cambiare”. Gli incontri si sono tenuti a Reggio Emilia il 3 e 4 luglio nel Nido Scuola Giulia Maramotti messo a disposizione gratuitamente dalla Cooperativa per sostenere Still I Rise. A guidare la formazione a 25 insegnanti provenienti da tutta Italia Michele Senici, direttore dell’educazione a Still I Rise.

La giornata di formazione si è aperta con un video di una bambina della scuola di Nairobi che recita la poesia dell’artista Maya Angelou* ‘And Still I Rise’ da cui nasce il nome della ONLUS
Michele Senici chiede poi ai partecipanti di presentarsi, di condividere la propria esperienza e cosa li ha portati, da città anche molto lontane (c’è chi viene da Fossano, da Milano, da Padova) a essere a Reggio Emilia. Lo fa in maniera anticonvenzionale, non chiede nomi e cognomi di battesimo, età, storia personale, Chiede di raccontarsi tramite tre simboli, con quel linguaggio che non parla tramite la ragione ma tramite l’immagine. Tra gli insegnanti, la maggior parte molto giovani, c’è chi dice di sentirsi spirale, perché c’è un centro in quell’immagine ma poi tutto è dinamismo e dinamicità. Chi si sente foglia, perché vuole essere portata in posti ed incontri che non prevedono radici ma seguono la volubilità del vento. Chi si sente ruota perché sente vicine le fragilità degli ultimi tra gli ultimi, i rom, senza neanche una terra a cui tornare, a cui appartenere. Il training continua sui pilastri educativi di Still I Rise: le classi per esempio sono organizzate non per età ma per competenze e modalità di apprendimento (cinestetica, visuale etc..). L’insegnante è un mentore che stimola tramite domande secondo l’antico metodo socratico della maieutica. Come si attua l’abusato termine di ‘ studente al centro’. Cosa significa costruire l’insegnamento sulle aspettative (se troppo alte generano frustrazione, se troppo basse spengono la motivazione). Come insegnare in contesti di grande disagio emotivo dove i ‘ cervelli sono abituati a sopravvivere’ alla violenza, lo stupro etc..

La sfida formativa di Still I Rise continua in altre città italiane e consiste nel portare un approccio educativo sviluppato in contesti di grande disagio in contesti scolastici ed educativi di normalità ma anche di struttura gerarchica che indirizza la libertà e creatività dei singoli insegnanti.

La Cooperativa Panta Rei, che da 20 anni si occupa della gestione di servizi educativi nel settore infanzia 0-6, sente vicine e prossime le tematiche relative all’educazione anche quando questa si inserisca in contesti e situazioni non ordinarie, socialmente disagiate, emotivamente privative fino quasi a dimenticare cosa sia un’infanzia con diritti, affetto ed opportunità. Contesti dove l’osservazione del mondo del bambino deve considerare e includere anche la protezione e salvaguardia dei diritti primari.

‘Contiamo che questa sia solo una prima esperienza di contatto tra la città di Reggio Emilia e l’organizzazione Still I Rise che, oltre il lavoro di assistenza educativa ai bambini profughi, trasmette la tenacia e la passione di un gruppo di giovani ragazzi che, tra tante scelte a loro disposizione, optano per dare il loro contributo. Perché gli oceani si fanno così, tante piccole gocce tenute insieme dallo slancio di essere parte e contributo della felicità di qualcun altro’

*
ANCORA MI SOLLEVO

Puoi svalutarmi nella storia
Con le tue amare, contorte bugie;
Puoi schiacciarmi a fondo nello sporco
Ma ancora, come la polvere, mi solleverò

La mia presunzione ti infastidisce?
Perché sei così coperto di oscurità?
Perché io cammino come se avessi pozzi di petrolio
Che pompano nel mio soggiorno
Proprio come le lune e come i soli,
Con la certezza delle maree,
Proprio come le speranze che si librano alte,
Ancora mi solleverò

Volevi vedermi distrutta?
Testa china ed occhi bassi?
Con le spalle che cadono come lacrime,
Indebolita dai miei pianti di dolore?
La mia arroganza ti offende?
Non prenderla troppo male
Perché io rido come se avessi miniere d’oro
Scavate nel mio giardino
Puoi spararmi con le tue parole,
Puoi tagliarmi coi tuoi occhi,
Puoi uccidermi con il tuo odio,
Ma ancora, come l’aria, mi solleverò.

La mia sensualità ti disturba?
Ti giunge come una sorpresa
Che io balli come se avessi diamanti
Al congiungersi delle mie cosce?
Fuori dalle capanne della vergogna della storia
Io mi sollevo

In alto, da un passato che ha radici nel dolore
Io mi sollevo

Io sono un oceano nero, agitato ed ampio,
Sgorgando e crescendo io genero nella marea.
Lasciando dietro notti di terrore e paura
Io mi sollevo

In un nuovo giorno che è meravigliosamente limpido
Io mi sollevo

Portando i doni giunti dai miei antenati,
Io sono il sogno e la speranza dello schiavo.
Io mi sollevo
Io mi sollevo
Io mi sollevo.



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