Il Pio Istituto Artigianelli comunica che, a partire da questa settimana, è in uscita presso le sale cinematografiche di Reggio Emilia e provincia, il film di Roberto Faenza “Hill of Vision”, che racconta la straordinaria vicenda di Mario Capecchi, premio Nobel della Medicina nel 2007.
E’ la ricostruzione della vita di un bambino che a causa di vicissitudini familiari e della guerra arriva a Reggio Emilia nell’estate del 1945, vivendo di espedienti.
Viene presto notato da don Dino Torreggiani, direttore dell’Oratorio Cittadino San Rocco; il sacerdote lo affida al giovane direttore del Pio Istituto Artigianelli don Gaetano Incerti che lo accoglie così tra i ragazzi dell’Istituto fondato da don Zefirino Iodi.
Lo stesso don Gaetano Incerti, appresa nel 2007 la notizia del conferimento al dottor Capecchi del Premio Nobel, si ricorda di averlo avuto come allievo nell’Istituto e cerca di colmare quel “buco nero” che lo stesso Capecchi dichiara, ai giornalisti che lo intervistano, di avere per quegli anni.

Don Gaetano colma quel “buco” attraverso i documenti (pagelle scolastiche, foto, attestato della Santa Cresima) e i suoi ricordi personali e affida le sue considerazioni ad un articolo pubblicato sulla “Strenna del Pio Istituto Artigianelli” dello stesso anno.
Non soltanto: nel maggio dell’anno dopo, in occasione del conferimento a Mario Capecchi delle Chiavi della Città da parte dell’Amministrazione Comunale di Verona, don Gaetano insieme ad un gruppetto di ex Artigianelli (Dino Salati compagno di banco di Capecchi, Giorgio Lotti suo assistente di classe, Raffaello Mazzacani e Mario Gatti) si presentano all’evento senza preavviso, muniti di pagelle e fotografie.
Sono accolti, intervistati e fotografati dai giornalisti, dalle televisioni nazionali e locali e dallo stesso Premio Nobel, sorpreso e che con sguardo interrogativo, cerca di ricordare quello che era avvenuto 63 anni prima. Il gruppetto tornerà da Verona con bellissimi ricordi e… una multa per transito in zona vietata.

Sarà interessante constatare come il regista Roberto Faenza e David Gleeson, sceneggiatori del film, abbiano rappresentato quegli anni e quegli ambienti; infatti, le scene relative alla permanenza del dottor Capecchi presso l’Istituto non sono state “girate” a Reggio, negli ambienti originali di quel complesso architettonico ancora oggi denominato Pio Istituto Artigianelli.
Nei propri archivi, l’Istituto conserva ancora tantissimi nomi e storie che corrispondono a volti di ex allievi: ragazzi che hanno vissuto e si sono formati alla professione in quello storico edificio parte della loro vita, proprio come il Premio Nobel per la Medicina 2007, Mario Capecchi.






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