Il pennello per dare spazio al linguaggio del sogno e proporre allo sguardo sfumature di stati d’animo, insolite associazioni e ambiguità evocative, tra la libertà formale dell’avanguardia e la tradizione russa ebraica orientale: il mondo di Chagall è protagonista a Mantova dove, a Palazzo della Ragione, è allestita fino al 3 febbraio la grande mostra “Marc Chagall come nella pittura, così nella poesia”, a cura di Gabriella Di Milia.
Per il pubblico un percorso espositivo immersivo, realizzato in collaborazione con la Galleria Statale Tret’jakov di Mosca, che presenta 130 opere dell’artista, tra cui alcune raramente esposte in Italia, come i 7 teleri dipinti da Chagall nel 1920, un grande lavoro di carattere collettivo per il Teatro ebraico da camera di Mosca.
Prima tappa del ciclo triennale di esposizioni dedicato al Novecento che il Comune di Mantova ha programmato in collaborazione con la casa editrice Electa, la mostra, inaugurata il 5 settembre, offre anche l’occasione di godere degli spazi di Palazzo della Ragione: il monumento medievale nel cuore della città è infatti stato oggetto di un complesso lavoro di riqualificazione e sarà la sede dei prossimi appuntamenti culturali organizzati dall’amministrazione comunale. L’esposizione, proprio per la straordinarietà dei lavori presenti, costituisce un appuntamento di grande rilievo.
Tra i 7 teleri, tempere e gouache su tela di grandi dimensioni (eccezionalmente in prestito dalla Galleria Statale Tret’jakov di Mosca), esposti in Italia solo nel 1994 a Milano e nel 1999 a Roma, anche l’Introduzione al teatro ebraico: nel pannello, che occupava la parete sinistra della platea, si scorgono geometrie intersecate a settori curvilinei in cui, tra tinte che da scure si fanno chiarissime, trovano posto personaggi attivi nella realtà teatrale rappresentata. Ci sono gli attori, il critico Efros, il regista Granovskij e lo stesso Chagall, tutti ritratti in modo ironico per sdrammatizzare le difficoltà di un presente incerto.
Accanto a questo ciclo pittorico, nel percorso viene presentata la ricostruzione dell’environment del Teatro ebraico da camera, una “scatola” di circa 40 metri quadrati di superficie, per cui Chagall aveva realizzato, oltre ai dipinti parietali, le decorazioni per il soffitto, il sipario insieme a costumi e scenografie per tre opere teatrali. Inoltre sono esposti anche alcuni dipinti e acquerelli realizzati dall’artista tra il 1911 e il 1918 e una serie di acqueforti, eseguite tra il 1923 e il 1939, tra cui le illustrazioni per le Anime morte di Gogol’, per le Favole di La Fontaine e per la Bibbia.






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