Quale sarà il futuro del Po e come centrare i traguardi ambiziosi individuati dalla Strategia Europea per la Biodiversità al 2030? Come intraprendere azioni concrete in tempi ragionevoli per accrescere il capitale naturale tutelando e riqualificando le stesse risorse naturali contestualmente al recupero delle funzioni dei complessi ecosistemi fluviali? Come coniugare positivamente le necessità ambientali con le irrinunciabili esigenze produttive di chi vive e lavora su un’area così complessa come quella padana? Sono stati questi, ma non solo, gli argomenti che hanno fatto da filo conduttore all’evento partner della EU Green Week 2022 – Settimana Verde Europea “A blue way for biodiversity: the River Po restoration project” a San Daniele Po (CR).

L’evento è stato organizzato dall’Autorità Distrettuale del Fiume Po-MiTE in collaborazione con il Comune di San Daniele Po e con gli interventi di: Fernanda Moroni – Autorità Distrettuale del Fiume Po, Rossano Bolpagni – Università di Parma, Dario Zocco – Ente di gestione delle aree protette del Po piemontese Riserva della Biosfera MaB UNESCO Collina Po, Claudio De Paola – Direttore del Parco Lombardo del Ticino Riserva della Biosfera MaB UNESCO Ticino Val Grande Verbano, Aida Morelli – Presidente Comitato Esecutivo Parco del Delta del Po Emilia-Romagna Riserva della Biosfera MaB UNESCO Delta Po, Andrea Agapito Ludovici – WWF Italia.
Il focus di approfondimento si è svolto presso la sala conferenze del Museo Paleoantropologico del Po – San Daniele Po ed è proseguito nel corso del pomeriggio con un sopralluogo naturalistico lungo il Po presso Isola Pescaroli. Il tema conduttore della giornata si è confermato la Biodiversità e la sua importanza nel delicato equilibrio ambientale lungo l’asta del fiume insieme alle opportunità su cui puntare ed investire per tutelarla e migliorarla.
“E in quest’ottica virtuosa, alla ricerca di modelli resilienti, la condivisione operativa tra enti competenti e gestori dei Siti natura2000 – così come di tutte le aree naturali protette -, diventa un traguardo comune da perseguire con maggiore celerità rispetto al passato grazie all’integrazione degli strumenti operativi e a tempistiche definite – ha evidenziato il Segretario Generale di AdBPo-MiTE Meuccio Berselli – Tra sfide e criticità lo sforzo di tutte le comunità rivierasche deve tendere al traguardo ultimo cercando di migliorare il contesto generale, preservando le unicità locali, ma con spirito unitario non sempre valorizzato a dovere”.
Il Po, con i suoi 652 chilometri di lunghezza e i 71.000 km2 di bacino idrografico, è il più importante e ricco corridoio ecologico del nostro paese e pur attraversando l’intera pianura Padana, una delle aree più antropizzate italiane, conserva ancora un buon potenziale di recupero dei processi geomorfologici, ecologici e di biodiversità, costituendo un capitale comune di straordinaria rilevanza sociale e ambientale e un patrimonio insostituibile da conservare e valorizzare anche per le generazioni future.






Ultimi commenti
Già, è un sintomo della levatura e dell' acume dell' esimio politico!
Bla bla bla/glu glu: chi beve di più?!? Per prudenza, meglio aspettare...
Il "centralismo democratico" fa ancora scuola. Dopo aver discusso, anche per molto tempo, si sceglie quello che la maggioranza del partito vuole. Anche contro coscienza.
Secondo la collaudata e marmorea Kim Jong un theory. In alternativa miniera.
Quelle braccia rubate all'agricoltura, in attesa che molti estimatori lo gratififichino con uguali squallidi commenti se mai volesse privarci della sua presenza, potrebbero nell'attesa