“È chiaro che mettere in sicurezza i lavoratori significa anche prevedere l’obbligo di vaccino o green pass. Per questo si può ritenere applicabile quest’obbligo a tutti i lavoratori, iniziando dal personale che lavora a diretto contatto con il pubblico, ad esempio nei supermercati, nei negozi alimentari di prossimità e nei pubblici esercizi. Stiamo parlando di lavoratori che svolgono attività essenziali e che sono quotidianamente a contatto con moltissime persone.

Sui tamponi, utili ad ottenere il green pass, i relativi costi non possono essere a carico delle imprese, che hanno già sostenuto ingenti costi ed investimenti di adeguamento dei luoghi di lavoro alle discipline concordate nei protocolli vaccinali”. Questo il pensiero di Donatella Prampolini, vicepresidente Confcommercio con delega al lavoro, in merito a quanto dichiarato dal segretario della Cgil Landini in tema di vaccino per i dipendenti.






Ultimi commenti
Dunque una celebrazione ufficiale ed aperta in settembre: quando i più o meno aficionados saranno rientrati e pronti ad accordarsi per il disco in arrivo.
il maghreb tutto ringrazia. dopo l’inaugurazione cercasi volontari ariani per farsi borseggiare, taglieggiare, picchiare in anteprima. seguira’ servizio compiacente su rete locale notariamente eco dell’
Proponiamo ai c.d. amministratori nostrani la riflessione alternativa: come sopravvivere in modo decente ad aggressioni e danni da maranza!?!
Purtroppo ha ragione su tutto il fronte...del porto degli imprevidenti/non amministratori locali.
Mah.. c’è chi riceve soldi dal comune e che fa opposizione perché non li riceve.. va a capir, in ogni caso la politica fa una