A partire da mercoledì 18 agosto dieci dipendenti dell’azienda Usl di Modena che non si sono vaccinati contro il nuovo coronavirus saranno sospesi dal servizio e non riceveranno lo stipendio. A ufficializzare la decisione è stata la stessa Ausl di Modena, che ha certificato la violazione dell’obbligo di vaccinazione in capo agli operatori sanitari.
“Abbiamo davvero tentato tutto quanto era nelle nostre possibilità per aiutare questi nostri dipendenti a sottoporsi con fiducia alla vaccinazione”, ha spiegato il direttore generale dell’Ausl modenese Antonio Brambilla, aggiungendo tuttavia che “non rientrando nelle categorie esenti per ragioni cliniche, e non essendovi possibilità alternative per un loro impiego in luoghi dove non vi siano contatti con altre persone, è dovere della nostra azienda sanitaria tutelare i pazienti in primis, ma è anche mio dovere come rappresentante legale tutelare tutti gli altri dipendenti”.
Il provvedimento, ha reso noto l’Ausl di Modena, è stato emesso soltanto dopo una mappatura delle posizioni di lavoro che non comportino contatti interpersonali con colleghi o utenti o, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio. Non essendo emersi al momento posti disponibili per la riassegnazione delle dieci persone, ne è stata disposta la temporanea sospensione dall’attività lavorativa senza retribuzione.







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