Le indagini condotte dai carabinieri reggiani del Nucleo investigativo e della Sezione Operativa per l’omicidio di via Stalingrado, avvenuto lo scorso 17 giugno, hanno trovato ampio riscontro nel provvedimento che il gip del Tribunale di Reggio Emilia emesso venerdì a carico dello slovacco Milan Racz. Con un’indagine lampo i carabinieri reggiani avevano individuato il presunto assassino di Aniello Iazzetta, il quale il giorno dopo era stato fermato a La Spezia, mentre tentava di fuggire insieme alla sua compagna ucraina, grazie ad un provvedimento di “fermo di indiziato di delitto” emesso dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia Valentina Salvi, che aveva condiviso appieno i riscontri ottenuti durante le indagini degli uomini dell’Arma.
Il fermo del 34enne slovacco, il 21 giugno successivo, era stato convalidato dal gip del Tribunale di La Spezia, il quale, atteso che i fatti si erano svolti a Reggio Emilia, contestualmente si era dichiarato incompetente, passando il fascicolo ai colleghi reggiani.
Venerdì, quindi, il gip di Reggio Emilia, con un copioso provvedimento che ricostruisce per intero la vicenda e prende atto di tutti i riscontri oggettivi raccolti dalla Procura reggiana e dalla polizia giudiziaria, ha emesso a carico di Milan Racz una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere che ha trasmesso ai carabinieri di Reggio Emilia per l’esecuzione. Questa mattina la notifica in carcere a La Spezia del provvedimento.






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