I carabinieri di Parma, nella serata di martedì 15 giugno, hanno individuato e arrestato nei pressi di un bar di via Massimo d’Azeglio un ragazzo di 26 anni di nazionalità tunisina, in Italia senza fissa dimora, indagato con l’accusa di lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi.
L’indagine era scattata lo scorso 9 maggio quando, intorno a mezzogiorno, una pattuglia della stazione dei carabinieri di Parma era intervenuta in strada del Naviglio Alto dopo la segnalazione di un accoltellamento. Giunti sul posto, i militari avevano trovato una persona con profonde ferite lacero-contuse alla guancia e in alte parti del colpo. L’uomo, anch’egli di nazionalità tunisina, prima di essere trasportato in ospedale per essere medicato aveva rivelato di conoscere l’identità dell’aggressore.
Gli accertamenti effettuati per verificare la veridicità del racconto della vittima hanno permesso ai militari di raccogliere prove tramite le testimonianze dei passanti, le immagini dei circuiti di video sorveglianza della zona e, in ultimo, il riconoscimento fotografico dell’aggressore da parte della stessa vittima.
I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito ai carabinieri di delineare meglio i contorni della vicenda, nata da un diverbio scoppiato dopo che la vittima si era lamentata con il 26enne per l’esigua quantità di stupefacente che quest’ultimo gli aveva venduto. Il litigio, però, era rapidamente degenerato in aggressione, con lo spacciatore che ha rincorso il cliente impugnando un coltello-machete e, dopo averlo raggiunto, lo ha colpito più volte.
Il giudice per le indagini preliminari, alla luce degli elementi raccolti dagli inquirenti, ha disposto per il 26enne – nel timore di una possibile reiterazione del reato – la misura cautelare del carcere. Il giovane tunisino, una volta rintracciato dai carabinieri, è stato dunque arrestato e accompagnato nella casa circondariale di Parma.







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