La scorsa settimana il ministro della salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, ha firmato una nuova ordinanza – in vigore da lunedì 14 giugno – che ha disposto il passaggio delle regioni Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Puglia e della Provincia autonoma di Trento in area bianca. È la prima volta che l’Emilia-Romagna viene classificata in zona bianca da quando, lo scorso novembre, fu istituito il sistema dei colori delle regioni per contrastare l’emergenza sanitaria da nuovo coronavirus.
Il passaggio in zona bianca comporta restrizioni meno rigide e lo stop immediato al cosiddetto “coprifuoco”. Restano l’obbligo del distanziamento interpersonale, il divieto di assembramento e l’obbligo di indossare la mascherina al chiuso (sempre) e all’aperto (qualora non sia possibile mantenere un adeguato distanziamento).
Regole meno vincolanti, inoltre, anche per bar, ristoranti e altre attività di ristorazione: orari di apertura liberi, nessun limite di commensali allo stesso tavolo all’aperto, limite massimo di 6 commensali (a meno che non siano tutti conviventi) per ciascun tavolo al chiuso. Sono consentite senza ulteriori restrizioni anche la vendita di cibi e bevande da asporto e la consegna a domicilio.
Attualmente, dunque, nessuna Regione o Provincia autonoma si trova in zona rossa o arancione; restano ancora in zona gialla Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Provincia autonoma di Bolzano, Puglia, Sicilia, Toscana e Valle d’Aosta, mentre sono in zona bianca Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Umbria e Veneto.






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