Istituire un percorso di regolamentazione che riconosca l’arte urbana, sostenendola, valorizzandola e tutelandola come patrimonio artistico e culturale delle nostre città.
A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere Federico Alessandro Amico (ER Coraggiosa), che ricorda come “nel recente passato ci sono stati due episodi che sono arrivati all’onore delle cronache e che hanno aperto un dibattito sul ruolo dell’arte pubblica come bene comune collettivo: da un lato la vicenda del murales Partigiano Reggiano commissionato da Istoreco a Casa Manfredi a Villa Sesso, ex sede del comitato provinciale dei Gap e contestato da Autostrade SPA
in quanto “pericoloso per gli automobilisti” e dall’altra la vicenda che coinvolge il
Comune di Montecchio (Reggio), che ha deciso che un murales raffigurante un “colpo di reni” (l’arrivo in volata nel ciclismo) sulla saracinesca di un meccanico di biciclette è da considerarsi un’insegna commerciale, multando di oltre 1.000 euro l’esercente e chiedendo una tassa di 600 euro annui. Il problema non è solo la decisione locale, ma che il Comune ha dato credito a una decisione di una società che agisce sul territorio nazionale creando un precedente che può essere considerato pericoloso per l’arbitrarietà delle valutazioni, ed a sua volta dare credito a decisioni su decine e decine di interventi di arte pubblica in Emilia-Romagna”.
Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’amministrazione regionale se “è intenzionata a istituire un percorso di regolamentazione che riconosca questi interventi, che nulla hanno di commerciale, equiparabili ad opere artistiche da sostenere, valorizzare e tutelare come patrimonio artistico e culturale delle nostre città”.






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Buongiorno. Tutto giusto però vorrei evidenziare che le piste ciclabili vengono ricavate sottraendo spazio alle automobili e inoltre spesso non vengono utilizzate. Non è questo
Ottimo