Scrive il portavoce di Fratelli d’Italia nel comune di Reggio Emilia Marco Eboli: “Giorgia Meloni, persona, donna, leader di destra, sta diventando, da troppo tempo e senza un corale moto di condanna, oggetto di offese, oltraggi. Spesso, purtroppo, sono proprio le donne di sinistra a restare mute come pesci, quasi che Giorgia Meloni, donna, appartenga, per loro, ad un genere indefinito, non degna delle difese sdegnate, e doverose, allorché ad essere offesa è una qualsiasi altra donna. Peggio fanno alcuni uomini, è il caso del prof.

Alberto Melloni, nostro concittadino, fresco di nomina a Commendatore del lavoro, il quale, nei giorni scorsi su Twitter, ha difeso il professore veneziano Sullam che in una libreria Feltrinelli ha postato il libro di Giorgia Meloni, con la sua immagine, a testa in giù, intuibile e vergognoso richiamo alla esposizione del corpo di Benito Mussolini a Piazzale Loreto. Cosa voleva significare se non un becero augurio alla Meloni di fare la stessa fine? Ebbene il nostro concittadino Prof. Melloni, nel suo post, a difesa del collega Sullam, sostiene che la foto fatta dal collega non è hate speech, dietro la dizione inglese, fatta perché i più non capissero vi è un tentativo goffo e leguleio di difendere il collega veneziano. Il significato di quella espressione inglese è incitamento all’odio, al pregiudizio, all’intolleraza. Ebbene postate una foto con la copia del libro del leader Giorgia Meloni a testa in giù, come Mussolini a Piazzale Loreto, cosa sarebbe se non la citazione letterale della espressione inglese usata dal prof Melloni?

Il 2 giugno è la festa della Repubblica il prof Melloni diventa Commendatore, è una data importante per tutti gli italiani, chi è insignito di ruolo professionale e onorifico dovrebbe per primo dimostrare di essere, dal punto di vista etico, all’altezza dei ruoli ricoperti e ricordare che la tolleranza è il collante della democrazia e della Repubblica. Difendere l’indifendibile prof Sullam, caro Melloni, è il peggior modo per ricevere l’onorificenza di Commendatore della Repubblica”.






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