I carabinieri della compagnia di San Giovanni in Persiceto (Bologna), al termine di un’indagine coordinata dal procuratore di Bologna Giuseppe Amato e dai sostituti procuratori Roberto Ceroni e Michele Martorelli, hanno smantellato una banda di spacciatori che aveva la propria base nella “bassa” emiliana, tra i territori della città metropolitana di Bologna e la provincia di Ferrara.
L’indagine è partita nel mese di marzo del 2020 dalle segnalazioni effettuate delle famiglie di giovani clienti, alcuni dei quali anche minorenni, che si erano accorte di alcuni comportamenti sospetti dei figli. L’operazione ha portato all’arresto di dieci persone, tra misure cautelari e arresti in flagranza di reato: sono accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti ed estorsione, per i metodi con i quali veniva chiesto a clienti e creditori il pagamento delle dosi. Le misure cautelari sono in tutto nove, di cui otto già eseguite a carico di sette cittadini italiani e un cittadino di nazionalità albanese, tutti giovani tra i 20 e i 30 anni; risulta ancora ricercato, invece, un ragazzo di nazionalità ecuadoregna.
Altre due persone sono state arrestate in flagranza di reato durante le perquisizioni effettuate dai carabinieri tra le province di Bologna, Modena, Ferrara, Ravenna, Milano, Pisa e Como. I militari hanno anche sequestrato circa 28 kg di sostanze stupefacenti tra cocaina, hashish e marijuana e 264mila euro in contanti.
Di questi, 30mila euro erano nascosti nella culla di un neonato, figlio di uno dei componenti della banda. Altri soldi sono stati trovati a Lugo, in provincia di Ravenna, a casa di uno dei tesorieri della banda, che secondo gli investigatori era strutturata secondo una rigida suddivisione di ruoli: un capo, un paio di contabili, un custode della droga e alcuni corrieri. Tra loro c’era anche un “picchiatore”, incaricato del recupero crediti nei confronti di chi non pagava.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno