A Piacenza prosegue il processo con rito abbreviato relativo all’inchiesta su quanto avvenuto nella stazione dei carabinieri cittadina “Levante”, finita al centro delle cronache nazionali il 22 luglio del 2020 per gli sviluppi dell’operazione “Odysseus” della Guardia di Finanza piacentina, che aveva portato all’arresto di alcuni militari in servizio presso la caserma (accusati di reati gravissimi come spaccio, corruzione, abuso d’ufficio e tortura), al sequestro della stessa stazione e al trasferimento dei vertici provinciali dell’Arma dei Carabinieri.
Lunedì 29 marzo l’appuntato Giuseppe Montella, uno dei carabinieri indagati, ha reso dichiarazioni spontanee in videocollegamento dal carcere di Verbania con l’aula a porte chiuse del tribunale di Piacenza, confermando in sostanza quanto aveva già detto negli interrogatori precedenti: ha ammesso le proprie responsabilità relativamente ad alcuni dei capi di imputazione, ma ha negato gli addebiti riguardanti le presunte torture ed estorsioni e ha ribadito il punto sulla condivisione delle responsabilità con i colleghi, sostenendo che “tutti sapevano” quello che avveniva all’interno della caserma piacentina.
L’udienza è proseguita con l’interrogatorio del maresciallo Marco Orlando, ex comandante della stazione “Levante”, anche lui imputato nello stesso processo.






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C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
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