Reggio. Imposta di soggiorno, regolamento in Consiglio comunale. Rabitti: andremo avanti

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Il Consiglio comunale discute stasera il Regolamento per l’istituzione e la disciplina dell’Imposta di soggiorno. Si tratta di uno strumento tecnico di gestione, non dell’attivazione, né della quantificazione dell’imposta stessa, che avverranno in una fase successiva.

L’imposta non entrerà in vigore prima del prossimo autunno, non riguarderà, ovviamente, i residenti nel comune di Reggio Emilia e sul piano finanziario non sarà un onere a carico dei titolari delle strutture ricettive (incaricati della sola riscossione, tramite un software reso disponibile dal Comune), ma riguarderà soltanto coloro che, provenendo da fuori città, pernotteranno nelle strutture ricettive di Reggio Emilia.

Il provvedimento sarà preceduto da un Piano strategico per il turismo, in fase di definizione e condivisione con i portatori di interesse, la cui messa a punto è prevista per il maggio prossimo. Tale Piano consentirà, fra l’altro, di definire gli interventi previsti per il turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, per la manutenzione, la fruizione ed il recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché per i servizi pubblici locali. Le entrate derivanti dall’Imposta di soggiorno – così come avviene nelle altre città italiane ed emiliano-romagnole che l’hanno adottata ormai da diversi anni – serviranno per realizzare questi obiettivi strategici, in sostanza per accrescere la qualità dell’accoglienza, l’offerta culturale e l’attrattività di Reggio Emilia, generando così un atteso ciclo virtuoso di maggiore attrattività, nuove presenze turistiche, quindi ulteriori entrate e ulteriori miglioramenti dell’offerta turistica cittadina.

ASSESSORA RABITTI – “Per essere competitivi in ambito turistico ed uscire dall’ombra nella quale la città di Reggio Emilia è in qualche modo rimasta sino ad oggi, occorre fare delle scelte – dichiara l’assessora a Cultura e Marketing territoriale, Annalisa Rabitti – E’ compito della politica assumere decisioni per il bene del territorio, della sua qualità complessiva, dell’economia e del lavoro.

“Sarebbe sicuramente più semplice rimanere in attesa di un rilancio del turismo basato su condizioni esogene, legate anche ad una situazione internazionale che vedrà flussi turistici di prossimità, e sperare che ‘qualcosa’ arrivi anche per Reggio Emilia.

“La scelta di questa Amministrazione invece – prosegue Rabitti – guarda al futuro. Abbiamo condiviso che servono coraggio e visione: le Destinazioni che hanno deciso di investire su una seria politica turistica sono quelle che, pur avendo molto di meno di quanto non abbia Reggio Emilia, sono riuscite ad emergere nella mappa turistica nazionale. La nostra è una bellissima città a cui manca l’orgoglio di sentirsi attrattiva, la consapevolezza del proprio patrimonio artistico, culturale, educativo, sociale.

“Non siamo ancora riusciti a fare questo passaggio: noi siamo convinti sia giunta l’ora di definire una politica di sviluppo economico che trovi la propria centralità nel turismo e nella cultura, e su questa volontà abbiamo definito un preciso percorso. Un percorso che nasce da un lavoro condiviso, che stiamo portando avanti dalla scorsa estate, perché solo su una solida base di conoscenza e competenza si può delineare una programmazione altrettanto seria. Ecco allora che l’introduzione dell’imposta di soggiorno risulta essere solo un tassello di un programma di sviluppo ben più complesso. “Come già detto in diverse altre occasioni, è una imposta di scopo, che non pagheranno i cittadini reggiani, e gli introiti che ne deriveranno costituiranno la base per una pianificazione esecutiva di promozione e valorizzazione del territorio, nonché supporto allo sviluppo commerciale delle imprese ed alla creazione ed implementazione dei servizi per gli ospiti. Il tutto seguendo una precisa strategia, che si declina in un Piano strategico del turismo che sarà presentato al sistema turistico nei prossimi mesi. Piena coerenza, quindi, tra risorse e visione turistica di Reggio Emilia.

“Il percorso è molto chiaro – conclude l’assessora Rabitti – L’Amministrazione non intende in alcun modo abdicare a questo impegno, perché qualsiasi altra soluzione sarebbe o parziale o di mantenimento di un presente che fatica a garantire, purtroppo, anche la sopravvivenza di diverse imprese. È l’ora di fare questo passo per essere Destinazione e non più, non solo, un punto di transito lungo l’A1”.