Negli ultimi giorni è scoppiato un focolaio di nuovo coronavirus nel reparto di massima sicurezza 41-bis del carcere di Parma, con un bilancio che al momento vede tra i contagiati undici detenuti, trenta agenti del gruppo operativo mobile e quattro agenti di polizia penitenziaria.
Finora per nessuno dei detenuti risultati positivi, tutti reclusi in regime di carcere duro, è stato necessario il trasferimento in ospedale: per ragioni di sicurezza, tuttavia, i contagiati sono stati trasferiti nel padiglione di media sicurezza della struttura penitenziaria di via Burla in attesa della negativizzazione.
Già da alcuni giorni la direzione del carcere aveva interrotto per precauzione tutte le attività trattamentali (scuola, formazione, sport, etc.), mentre la direzione sanitaria ha attivato gli uffici del servizio di Igiene pubblica dell’Ausl di Parma. Nel reparto 41-bis sono detenuti soggetti con importanti vulnerabilità, per età o per patologie (neoplasie, diabete, trapianto d’organo, cardiopatie severe): il timore è che un’eventuale infezione da virus Sars-Cov-2 possa portare a complicanze imprevedibili e potenzialmente fatali. Nel complesso, delle 62 persone detenute nel reparto di massima sicurezza ben 49 sono considerate vulnerabili.






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