Il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, intervenuto giovedì 21 gennaio nel corso della trasmissione Mattino5 su Canale 5, ha commentato tra le altre cose anche l’attuale situazione politica nazionale, sostenendo che l’Italia necessiti di un programma di legislatura “nuovo e rafforzato, e a mio parere anche di una nuova squadra di governo”.
“Credo che serva, nel giro di pochi giorni, come penso pretenda giustamente il presidente della Repubblica Mattarella, un numero di deputati e senatori che garantisca che i numeri della maggioranza vengano irrobustiti, altrimenti il rischio, anche con le migliori idee, è quello di non riuscire a metterle in campo”, ha chiarito Bonaccini: “Credo che Conte sia la persona adeguata per portare avanti un progetto riformista, ma adesso bisogna capire qual è la strada”.
“Se ci sono parlamentari che ritengono che questo Paese abbia bisogno, come io ritengo, di un governo, perché abbiamo la campagna vaccinale da fare nella misura più robusta possibile per vedere la luce in fondo al tunnel, perché abbiamo una pandemia comunque ancora da combattere e contrastare, i numeri non sono quelli che tutti ci aspetteremmo e c’è ancora da lottare”.
Il presidente della Regione ha lanciato inoltre un appello al governo: “Se posso dare un consiglio non richiesto al presidente del consiglio e alle forze di maggioranza, compreso il mio partito: coinvolgano di più le parti sociali, coinvolgano di più gli amministratori locali. Non vorrei ci si chiudesse troppo negli uffici di Roma. C’è un Paese nel quale ci sono importanti esperienze di governo quotidiano del territorio che a mio parere andrebbero un po’ più ascoltate”.
Bonaccini non ha fatto però nomi: “Non mi permetto di indicare nulla, quando ho vinto due volte le elezioni ho sempre preteso di essere io a decidere la squadra di governo, certo tenendo conto delle varie sensibilità. Non mi permetterei mai di indicare nomi e cognomi, mi basterebbe che cogliessero di più le idee”.
L’ultimo commento ha riguardato invece il cosiddetto Recovery Plan, che “è stato migliorato”: da questo punto di vista, ha sottolineato Bonaccini, “io credo che Renzi avrebbe potuto rivendicare il fatto di aver contribuito a migliorarlo, invece che gettare tutto a carte quarantotto”. Secondo Bonaccini, tuttavia, è un Recovery Plan “che va ancora migliorato, perché non è sufficiente”, e che non ha ancora coinvolto le Regioni “come vorremmo”, anche se “non ho dubbi che presto lo saremo”, ha concluso Bonaccini.







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