In questi mesi di restrizioni anti-Covid lo spettacolo dal vivo sta attraversando un tempo sospeso, “separato” dal proprio pubblico. Una lunga e dolorosa attesa che emerge anche in “Lascia ch’io”, l’installazione video – coprodotta dalla Fondazione I Teatri di Reggio e dalla Fondazione nazionale della danza / Aterballetto – che sarà visibile dal 4 all’8 dicembre su uno schermo collocato in una vetrina affacciata su piazza del Monte, a Reggio.
“Lascia ch’io”, del coreografo Diego Tortelli e con i danzatori di Aterballetto, è stato realizzato durante il lockdown al teatro municipale Valli di Reggio: un quadro in movimento dai tempi infiniti, come infinita sembra l’attesa di poter ritornare a godere dell’arte in presenza, di partecipare insieme, in uno stesso luogo, al momento artistico.
Il video, realizzato dalla videomaker Valeria Civardi, racconta di un teatro Valli deserto, in cui i danzatori e le danzatrici compiono un flusso di micro-gesti, di una tempesta sulla scena tra ordine e disordine, tra armonia e caos. La conclusione del video, liberatoria, si scoprirà tramite un QR-code, che permetterà a ogni passante di collegarsi direttamente con il proprio cellulare al momento in cui lo spettacolo dal vivo, finalmente, potrà far cadere quel velo che lo separa dal proprio pubblico. Un finale poetico che racconta nella sua bellezza anche la sofferenza di un’attesa imposta.
“I Teatri e Aterballetto, con questo piccolo gesto, vogliono dare un segno di presenza e di vicinanza alla città”, hanno spiegato il direttore dei Teatri Paolo Cantù e il direttore di Aterballetto Gigi Cristoforetti: “Come tutti i teatri e le compagnie di danza d’Europa vogliamo dire a tutto il settore e al pubblico: siamo chiusi ma non fermi, con voi abbiamo aspettato e ora siamo pronti ad accogliervi nuovamente”.
Sempre dal 4 all’8 dicembre alcuni estratti dal video di piazza del Monte saranno pubblicati online sui siti dei Teatri e della Fondazione nazionale della danza / Aterballetto; dal 9 dicembre, invece, sarà online anche la conclusione dell’opera con il cortometraggio finale.







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