Nella seduta di martedì primo dicembre la commissione Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna ha approvato all’unanimità una risoluzione presentata da Giulia Pigoni (lista Bonaccini), Federico Amico (ER Coraggiosa), Stefania Bondavalli (lista Bonaccini) e Stefano Caliandro (Pd) per chiedere che la somministrazione dei tamponi rapidi sia estesa anche ai volontari che si stanno impegnando in prima linea contro la seconda ondata della pandemia.
Il testo impegna la giunta regionale a prevedere un ampliamento della platea dei destinatari dei test rapidi, che potranno così essere somministrati anche a chi svolge attività di volontariato nel terzo settore in sostegno alle persone fragili, sia dal punto di vista sanitario che sociale – come anziani, disabili e immunodepressi.
Sono state approvate, inoltre, due parti di un emendamento presentato dalla consigliera Valentina Castaldini (Forza Italia) per includere nella platea dei beneficiari anche i cosiddetti caregiver, ossia tutti quei soggetti (come i/le badanti, etc) che si occupano dell’assistenza alle persone anziane e/o non autosufficienti.
È rimasta fuori dal testo, invece, l’ultima parte dell’emendamento presentato da Forza Italia (e votato dalle opposizioni, ma respinto dalla maggioranza) per proporre di estendere il provvedimento anche ai lavoratori del settore privato.
“Per ora – ha spiegato al riguardo la prima firmataria Pigoni – l’assessorato ritiene che sia prematuro inserire anche i privati, ma ritengo che la collaborazione coi privati sia comunque centrale nel prosieguo della fase pandemica. Sicuramente in questo periodo di pandemia abbiamo visto quanto alto è il rischio che gli anziani soli, i disabili e gli altri soggetti fragili si sentano ancora più in difficoltà rispetto al normale. Per questo abbiamo pensato con questa risoluzione di aiutare chi aiuta, cioè dare più sicurezza a quelle associazioni del terzo settore impegnate di nuovo in prima linea contro il virus. La richiesta di inserire nello screening gratuito questi soggetti va nell’ottica di supportare chi è sempre rimasto a fornire sostegno a queste persone fragili, servizio di particolare importanza in questo periodo”.
Soddisfatti per la linea del testo anche i consiglieri di minoranza, nonostante lo stralcio del secondo punto dell’emendamento Castaldini. “Questa risoluzione migliora e integra quanto già approvato in precedenza”, ha spiegato in commissione il consigliere della Lega Simone Pelloni: “È la strada giusta da intraprendere. Parliamo di una categoria da preservare perché a contatto con le persone più fragili: sappiamo che soprattutto sopra gli ottant’anni le percentuali di contagio, e purtroppo di mortalità, sono particolarmente elevate”.







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